Francia, Nuñez respinge l’accusa: «Non è repressione
Il ministro dell’Interno distingue tra cortei pacifici e scontri, mentre l’ondata di proteste coinvolge un numero eccezionale di scuole superiori.
La posizione del governo francese è netta: gli agenti non intervengono quando le manifestazioni degli studenti si svolgono senza violenza. A sostenerlo è Laurent Nuñez, intervenuto davanti alla Commissione per gli Affari costituzionali dell’Assemblea nazionale dopo i recenti scontri tra forze dell’ordine e giovani.
Nuñez separa cortei e violenze
Il ministro ha definito sproporzionato parlare di repressione della polizia, nonostante le numerose immagini degli ultimi giorni mostrino momenti di tensione e confronto nelle proteste studentesche. Secondo Nuñez, il comportamento degli agenti va valutato distinguendo le iniziative pacifiche dagli episodi più gravi.
«Non c’è alcun intervento quando gli studenti manifestano pacificamente», ha assicurato il titolare dell’Interno durante l’audizione parlamentare. La dichiarazione rappresenta, nelle sue parole, il primo chiarimento necessario rispetto alle accuse rivolte alle forze dell’ordine.
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Una mobilitazione fuori dall’ordinario
Nel corso dell’intervento, Nuñez ha descritto la protesta come un movimento «piuttosto inedito». A rendere particolare la situazione sono soprattutto l’ampiezza della partecipazione e il numero degli istituti scolastici interessati.
Il ministro ha inoltre sottolineato che la mobilitazione, dopo una fase iniziale, è sfociata rapidamente in «gravi episodi di violenza». L’audizione alla Commissione per gli Affari costituzionali si è concentrata proprio sul rapporto tra le manifestazioni degli studenti delle scuole superiori, la risposta delle autorità e gli scontri documentati negli ultimi giorni.
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