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Attualità 2 min di lettura49 min fa

Francia, il terzo corteo parte dal caso del 15enne mutilato

Alla vigilia della nuova mobilitazione liceali e universitari tornano a protestare, mentre aumentano feriti, scuole bloccate e accuse sull’uso delle granate di polizia.

La protesta studentesca francese arriva al suo terzo appuntamento nazionale con una ferita gravissima destinata ad alimentare la tensione: a Lens, nel nord del Paese, un ragazzo di 15 anni ha perso una mano durante gli scontri con la polizia vicino al suo liceo tecnico. L’episodio ha aperto un’inchiesta interna e rischia di trasformare una mobilitazione già estesa in una crisi ancora più difficile da contenere.


Il ferimento che fa salire la tensione

Gli investigatori dovranno stabilire se il giovane abbia raccolto l’ordigno per rilanciarlo contro gli agenti oppure se sia stato raggiunto da una granata lanciata verso la folla. Al centro degli accertamenti c’è una granata a effetto acustico e di dispersione, nota come “sting-ball”, utilizzata dalle forze dell’ordine per allentare la pressione durante gli assembramenti.

Il ministro dell’Educazione Edouard Geffray ha definito l’accaduto “umanamente tragico”, invitando ad attendere gli esiti dell’indagine. Philippe Baptiste, responsabile dell’Insegnamento superiore, ha invece espresso il timore che la protesta possa estendersi all’intero Paese: ha ricordato le immagini dei feriti tra poliziotti, dirigenti scolastici, insegnanti e studenti, indipendentemente dalla loro partecipazione allo sciopero.


Scuole occupate e nuovi incidenti

Il bilancio provvisorio fotografa una situazione già molto tesa: 589 istituti risultano occupati o interessati da blocchi, mentre 24 sono stati saccheggiati o dati alle fiamme. Le persone ferite comprendono 190 studenti, 78 membri del personale scolastico e circa 70 agenti di polizia.

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A Parigi, l’incendio del portone del liceo Vaquelin ha imposto l’evacuazione di un centinaio di ragazzi. Secondo le prime ricostruzioni, il rogo sarebbe stato appiccato da persone estranee alla scuola; in seguito, però, i vigili del fuoco intervenuti sono stati bersagliati da una sassaiola. I colloqui avviati venerdì tra autorità scolastiche, studenti e associazioni dei genitori non hanno finora ridotto il livello dello scontro.


Sindacati e sinistra preparano la mobilitazione

La sinistra francese contesta la linea del ministro dell’Interno Laurent Nuñez, che ha sostenuto come alle forze dell’ordine non sia stato ordinato di rinunciare a nessuna delle armi disponibili. Marine Tondelier, leader dei Verdi e candidata all’Eliseo, ha chiesto ai rappresentanti politici e agli attivisti di intervenire per isolare i provocatori e raccogliere testimonianze sulle condizioni degli arresti.

La CGT annuncia la presenza dei propri militanti accanto ai liceali. Intanto le principali sigle sindacali, che leggono nelle proteste un malessere più ampio, hanno convocato uno sciopero generale per il 5 novembre. Nel documento comune spiegano che “la rabbia è immensa” e sollecitano risposte rapide alle emergenze sociali e ambientali.

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