9.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura5 ott

Francia, 190 studenti feriti: la protesta del 6 ottobre alza la tensione

Un quindicenne ha perso una mano e un sedicenne rischia la vista da un occhio: le associazioni accusano le forze dell’ordine e chiedono un’indagine sugli interventi.

La mobilitazione degli studenti francesi arriva alla terza giornata nazionale, fissata per il 6 ottobre, dopo due settimane segnate da centinaia di feriti e migliaia di minorenni fermati o identificati. Tra i casi più gravi ci sono un ragazzo di 15 anni che a Lens ha perso una mano e un sedicenne di Tours che non potrà più vedere da un occhio, secondo le prime ricostruzioni colpito da un proiettile di gomma.


Ferite gravi e oltre 5mila minori coinvolti

Il bilancio ufficiale è stato comunicato dal ministro dell’Istruzione Édouard Geffray: dall’inizio delle proteste risultano 190 studenti feriti. Il ministro ha definito «umanamente drammatico» l’episodio avvenuto a Lens, ma ha attribuito le tensioni anche alla presenza di giovani «facinorosi», accusati di spostarsi tra gli istituti per lanciare razzi da mortaio.

Le cronache riportano altri episodi. Nella Val-d’Oise, un quattordicenne ha riportato la frattura della mandibola e la rottura di alcuni denti dopo essere stato colpito al volto. Ad Argenteuil, un ragazzo di 16 anni ha subito una lesione a un occhio e sostiene di essere stato raggiunto da un proiettile di gomma; nella Seine-et-Marne, una studentessa sedicenne è stata colpita a una gamba, con ematomi e altre lesioni. Dall’avvio della mobilitazione, inoltre, sono stati coinvolti negli interventi più di 5mila minorenni.


Le accuse alla gestione dell’ordine pubblico

La Lega dei diritti dell’uomo ha contestato con durezza la risposta delle autorità. L’associazione denuncia fermi numerosi, ricorso a gas lacrimogeni e impiego di armi a ridotta letalità, tra cui proiettili LBD e granate esplosive. Secondo la presidente dell’organizzazione, si tratta di «una deriva generale rispetto allo Stato di diritto», con norme internazionali che, nel trattamento dei giovani, sarebbero «completamente calpestate».

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

L’organizzazione chiede che venga ricostruita ogni responsabilità e ricorda che l’impiego della forza contro studenti minorenni deve rispettare necessità, adeguatezza e proporzionalità. Nel mirino è finita anche una recente circolare del ministro dell’Interno, interpretata dall’associazione come una copertura eccessiva all’azione degli agenti. La Lega avverte inoltre che una risposta esclusivamente repressiva potrebbe alimentare nuovi scontri e mettere a rischio anche il personale scolastico: persino nei casi di violenza contro gli istituti, sostiene, dovrebbe prevalere un percorso educativo.


Mobilitazione ridotta, ma il confronto resta aperto

Nel frattempo le iniziative negli istituti sono proseguite con un’intensità inferiore rispetto ai giorni precedenti. Il ministero ha registrato «azioni o interventi di disturbo» in 413 scuole, il 27% in meno rispetto al venerdì precedente, e collega la diminuzione al dialogo avviato con gli studenti a livello locale e nazionale.

Gli studenti, però, non considerano chiusa la vertenza. In attesa di «fatti concreti» da parte del ministro dell’Istruzione, hanno confermato la nuova mobilitazione nazionale del 6 ottobre. La protesta nasce dalla richiesta di maggiori risorse e di un accesso effettivo al diritto all’istruzione, mentre le associazioni chiedono al governo una risposta politica invece di affidare la gestione del dissenso soprattutto alle forze dell’ordine.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere