FlyDubai, il piano svelato dopo l’atterraggio: obiettivo Ben Gurion
Secondo le ricostruzioni investigative, il copilota omanita avrebbe studiato per mesi una deviazione suicida durante il volo verso Israele.
Un atterraggio regolare, seguito da una deviazione improvvisa contro un edificio o un altro velivolo: sarebbe stata questa la strategia attribuita a Hamam al-Hammami, 29 anni, copilota omanita di FlyDubai sospettato di aver preparato un attentato all’aeroporto Ben Gurion, vicino a Tel Aviv. L’obiettivo sarebbe stato agire solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione a entrare nello scalo, così da rendere più difficile qualsiasi intervento preventivo.
Il piano studiato nei mesi precedenti
Secondo quanto riferito da Channel 12, gli elementi sarebbero emersi durante gli interrogatori condotti negli Emirati Arabi Uniti. Al-Hammami avrebbe valutato di sfruttare le procedure ordinarie di atterraggio per portare l’aereo fino all’aeroporto israeliano e colpire soltanto nell’ultima fase del volo.
L’ipotesi investigativa è che il giovane avesse iniziato a raccogliere informazioni a giugno, con l’intenzione di passare all’azione nel mese successivo. Il progetto, tuttavia, sarebbe stato abbandonato all’ultimo momento perché tra i membri dell’equipaggio c’era una persona a lui legata da un rapporto di amicizia.
I precedenti atterraggi a Ben Gurion
Le indagini avrebbero inoltre accertato che il copilota era già arrivato più volte al Ben Gurion per ragioni professionali. Le sue ultime presunte visite allo scalo risalirebbero proprio a giugno e luglio, durante i servizi operati per FlyDubai.
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Queste esperienze gli avrebbero consentito, secondo la ricostruzione riportata, di conoscere l’aeroporto e di osservare le modalità operative utili alla preparazione dell’attacco. L’accusa resta comunque legata a un’inchiesta ancora in corso negli Emirati Arabi Uniti.
Israele rivede la sicurezza dei voli
Alla luce del caso, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto a Ben Ezra, presidente del Consiglio per la sicurezza nazionale, di individuare un responsabile per un esame complessivo della protezione dei collegamenti aerei civili diretti in Israele.
L’incarico dovrà prendere in considerazione ogni aspetto delle procedure di sicurezza, come indicato in una nota dell’ufficio del primo ministro. La verifica punta dunque a valutare se siano necessarie modifiche nei controlli e nella gestione dei voli civili verso il Paese.
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