5.000Lettori online ora
Attualità 3 min di lettura5 ore fa

FlyDubai, il copilota sotto esame: cosa rivelano i post cancellati

Hamam al-Hammami è sospettato di aver tentato di impadronirsi dell’aereo dopo aver aggredito il comandante; intanto emergono nuovi dettagli sui suoi profili in rete.

Due profili cancellati e immagini dal contenuto estremista hanno acceso nuovi interrogativi sul tentato dirottamento di un volo FlyDubai. Il copilota sospettato è stato identificato come Hamam al-Hammami, 29 anni, cittadino omanita: secondo l’inchiesta degli Emirati Arabi Uniti avrebbe aggredito il comandante con l’ascia d’emergenza per cercare di prendere il controllo dell’aereo.

A rendere il caso ancora più delicato è il fatto che le autorità israeliane avrebbero ricevuto prima della partenza l’elenco dei membri dell’equipaggio, come previsto dalla legge. Il nome del copilota, dunque, sarebbe già stato trasmesso agli organismi incaricati dei controlli.


I profili cancellati alimentano i dubbi

A nove ore dall’episodio sono comparsi due contenuti su un profilo LinkedIn intestato ad al-Hammami, successivamente rimosso. Il primo raccoglieva filmati realizzati dalla cabina di pilotaggio di un Boeing 737 Max, con immagini di velivoli delle compagnie israeliane El Al e Arkia, oltre a fotografie di Ayman al-Zawahiri e Humam Khalil Abu-Mulal al-Balawi.

Al-Zawahiri guidò al Qaeda dopo Osama bin Laden, mentre al-Balawi era affiliato alla stessa organizzazione e nel 2009 compì un attentato suicida nel quale morirono nove persone. Uno dei filmati, localizzato all’aeroporto internazionale di Dubai, mostrava anche il numero del volo OMA624 e la data 11 ottobre 2023, elementi compatibili con il periodo in cui al-Hammami lavorava per Oman Air.

Il secondo contenuto mostrava un’immagine realizzata con l’intelligenza artificiale: La Mecca, Medina e Gerusalemme apparivano unite da una scia luminosa. In sottofondo si sentiva una poesia dai toni di sfida, incentrata sul rifiuto dell’umiliazione, sulla mancanza di timore della morte e sulla difesa della dignità.

Gli stessi due materiali sono stati rintracciati, più o meno nello stesso momento, anche su un profilo Instagram con identico nome e immagini. Anche quella pagina è stata poi eliminata. Non è stato chiarito chi abbia pubblicato i contenuti né se fossero stati predisposti prima dell’episodio.


Il passato professionale del sospettato

La pagina professionale attribuita al copilota riferiva di sette anni trascorsi presso Oman Air, con conclusione del rapporto nel febbraio 2025. Nel giugno dello stesso anno al-Hammami sarebbe entrato in Royal Air Maroc, lasciando la compagnia nel gennaio 2026; nel profilo non compariva invece alcun riferimento a FlyDubai.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Una fonte dell’università britannica Buckinghamshire New University ha confermato che una persona con quel nome aveva frequentato a distanza un corso triennale in Gestione del trasporto aereo, terminato nel 2023. Secondo le ricostruzioni dei mezzi d’informazione statunitensi, l’uomo era nato negli Emirati Arabi Uniti da padre omanita e madre siriana e aveva vissuto per diversi anni negli Emirati.


Israele aveva già i nomi dell’equipaggio

Il quotidiano israeliano Haaretz ha riferito che l’elenco dei componenti dell’equipaggio era stato inviato in anticipo a Israele da FlyDubai. La ricezione della lista sarebbe stata confermata dall’Autorità fiscale israeliana, che dal 2023 dispone di un centro incaricato di analizzare i profili dei viaggiatori diretti nel Paese.

Fonti della sicurezza hanno spiegato che l’esame dei membri dell’equipaggio non israeliani e l’eventuale segnalazione di rischi spettano al Mossad e al dipartimento per la Sicurezza del ministero dei Trasporti. Resta da chiarire se i controlli avessero individuato elementi collegati al copilota prima del volo.


Il comandante elogiato negli Emirati

L’indagine emiratina ha concluso che al-Hammami stava preparando un atto terroristico e che avrebbe utilizzato l’ascia presente nella cabina per colpire il comandante e tentare di impadronirsi dei comandi. In altre ricostruzioni si fa riferimento anche a ferite da arma da taglio riportate dal pilota indiano Smit Machchhar, ricoverato dopo l’aggressione.

Hamdan bin Mohammed bin Rashid Al Maktoum, principe ereditario di Dubai, vicepremier e ministro della Difesa degli Emirati, ha visitato Machchhar in ospedale. In quell’occasione lo ha definito un esempio di coraggio e responsabilità, aggiungendo: «Siamo orgogliosi che faccia parte del nostro team, della storia della nostra nazione e di ciò che gli Emirati Arabi Uniti rappresentano».

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere