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Attualità 2 min di lettura22 min fa

Fluminimaggiore punta sulle case vuote contro lo spopolamento

La cooperativa guidata da Marco Corrias ha già raccolto 400 soci e acquistato un edificio nel centro

Fluminimaggiore prova a fermare il calo degli abitanti con un progetto basato su cultura, servizi e recupero delle abitazioni inutilizzate. Il comune minerario del Sulcis-Iglesiente conta oggi circa 2.500 residenti, oltre mille in meno rispetto a trent’anni fa.

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Il progetto per nuovi residenti

L’iniziativa si chiama Happy Village ed è stata ideata da Marco Corrias, giornalista in pensione e già sindaco del paese. La sua esperienza amministrativa è iniziata otto anni fa, con la candidatura e l’elezione al primo mandato. Oggi Corrias presiede la cooperativa di comunità, che ha raggiunto 400 soci.

L’obiettivo è mettere a disposizione le numerose case rimaste vuote, acquistandole oppure ottenendole dai proprietari che aderiscono alla cooperativa. Gli alloggi potrebbero ospitare pensionati italiani e persone provenienti dal Nord Europa, offrendo loro un pacchetto di servizi che comprende abitazione, pasti, spostamenti e accompagnamento alle attività culturali.

«Dalla sistemazione della casa alla consegna dei pasti, oltre che al servizio per chi vuole andare a teatro o si vuole spostare», ha spiegato Corrias descrivendo l’organizzazione prevista per i nuovi abitanti.

Il paese dispone di sorgenti, sentieri naturalistici e luoghi di interesse come il tempio di Antas e le testimonianze dell’archeologia industriale. Il progetto punta a valorizzare queste risorse insieme agli spazi residenziali non utilizzati.


Servizi per chi vive in paese

La cooperativa ha cominciato con interventi graduali destinati alla popolazione locale. Tra le attività già avviate ci sono l’assistenza agli abitanti, la manutenzione del verde pubblico e un servizio di trasporto con pulmino.

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Al centro del paese è stato inoltre acquistato un edificio, anche grazie ai fondi del programma europeo per la transizione giusta. Qui sono previsti un asilo sociale, un centro servizi e un’area di studio per gli studenti. Le giovani generazioni potranno aiutare gli anziani nelle pratiche della burocrazia digitale.

Lo stabile ospiterà anche una caffetteria e sale per presentazioni di libri, proiezioni di film e documentari, oltre a piccoli concerti. «Se riusciamo a portare 50 persone è una vittoria e un dato positivo», ha detto il presidente della cooperativa parlando delle iniziative culturali.


Cultura e raccolta fondi

Tra le attività già presenti c’è il festival cinematografico Andaras, nato nel 2019 e dedicato ai cortometraggi e al cinema itinerante. La manifestazione si sviluppa nell’arco di un mese e coinvolge il paese con una programmazione seguita dal pubblico.

Corrias continua a dividersi tra Roma, dove ha vissuto per circa trent’anni dopo i periodi trascorsi a Cagliari e Milano, e Fluminimaggiore. Per sostenere l’acquisto e la ristrutturazione dell’edificio, la cooperativa ha aperto una raccolta fondi destinata a coprire parte delle spese e degli interessi sui prestiti.

Nei giorni successivi, il gruppo presenterà il progetto a Firenze. L’intenzione è raccogliere nuove adesioni e dare continuità alla trasformazione del paese in una comunità capace di attirare residenti e offrire più servizi a chi già vive sul territorio.

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