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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Manovra 2027, bonus casa al 50% per la prima abitazione

La proposta mantiene il doppio regime e fissa a 96.000 euro la spesa agevolabile per ogni unità

La proposta di legge di Bilancio 2027 mantiene al 50% la detrazione per gli interventi sulla casa principale e al 36% quella sugli altri immobili.

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Arredi, elettrodomestici e redditi

Il beneficio per mobili e grandi elettrodomestici resta collegato a una ristrutturazione già avviata. La detrazione copre il 50% degli acquisti, entro un limite specifico di 5.000 euro.

Per ottenere lo sconto fiscale bisognerà utilizzare il bonifico dedicato, indicando codice fiscale e partita IVA. Per i lavori con effetti sul consumo energetico continueranno inoltre a essere richieste le comunicazioni all’Enea.

I contribuenti con un reddito complessivo oltre 75.000 euro resteranno soggetti ai limiti generali sulle detrazioni, calcolati anche in base alla composizione della famiglia.


Un solo limite per l’Ecobonus

La proposta ridisegna anche l’Ecobonus: per l’abitazione principale di proprietà o in usufrutto l’aliquota sarà del 50%, mentre negli altri casi si applicherà il 36%. Il recupero avverrà in dieci quote annuali di pari importo.

Per tutti gli interventi viene previsto un plafond unico di 96.000 euro per unità immobiliare. Il tetto consentirà di recuperare al massimo 48.000 euro sulla prima casa e 34.560 euro sugli immobili che rientrano nell’aliquota ridotta.

La modifica supera la separazione dei massimali che finora riguardava, tra gli altri, finestre, schermature solari e impianti termici. Nei lavori più articolati, però, cappotto, serramenti e nuovi impianti potranno consumare rapidamente l’intero importo disponibile.

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Per le parti comuni degli edifici il limite destinato agli interventi di risparmio energetico sarà invece calcolato moltiplicando 40.000 euro per il numero delle unità immobiliari.


I requisiti per il 50%

L’aliquota più alta spetterà soltanto quando l’immobile sarà destinato ad abitazione principale e il richiedente avrà la proprietà oppure un diritto reale di utilizzo, come usufrutto, uso, abitazione o superficie.

Le spese sostenute per la residenza anagrafica e per la dimora abituale potranno quindi essere recuperate in dieci anni, fino a un costo massimo ammesso di 96.000 euro per unità. La stessa possibilità riguarderà chi compra un immobile e lo destina a prima casa una volta conclusi i lavori.


Quando si applica il 36%

La percentuale più bassa riguarderà gli interventi che non rispettano i requisiti legati all’abitazione principale o alla titolarità di un diritto sull’immobile. Rientreranno in questa fascia le seconde case, le abitazioni per le vacanze e gli immobili locati o concessi gratuitamente.

Su una spesa di 96.000 euro, il recupero massimo nei casi soggetti al 36% sarà pari a 34.560 euro. Il disegno di legge mira così a evitare il passaggio automatico alle aliquote del 36% per le prime case e del 30% per gli altri fabbricati previsto dalla normativa vigente, confermando per il 2027 la distinzione tra abitazione principale e ulteriori immobili.

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