Flavio Bolsonaro torna dal padre: resta il veto sulla propaganda
Il senatore potrà incontrare Jair Bolsonaro con le regole già in vigore, ma non potrà trasformare le visite in uno strumento elettorale
La ripresa degli incontri non riapre la porta alla campagna elettorale: Flavio Bolsonaro potrà vedere il padre, ma ogni utilizzo politico delle visite resta vietato. Alexandre de Moraes ha confermato anche il divieto di far circolare dichiarazioni o messaggi di Jair Bolsonaro tramite altre persone o qualsiasi mezzo.
Visite riaperte, propaganda vietata
Gli appuntamenti potranno svolgersi seguendo le fasce orarie, le prescrizioni e i controlli di sicurezza già stabiliti in precedenza. La decisione consente quindi il ritorno ai colloqui familiari senza modificare il quadro delle cautele applicate all'ex presidente.
Il provvedimento impedisce però di collegare gli incontri alla corsa per la presidenza. Flavio non potrà usare quanto avviene durante le visite per diffondere comunicati, appelli o altri contenuti riconducibili al padre, neppure attraverso intermediari.
Una lettera aveva fatto scattare lo stop
La sospensione era arrivata dopo un episodio legato a una precedente visita. In quell'occasione Flavio aveva ricevuto da Jair una lettera, poi pubblicata sui social network, nella quale l'ex presidente manifestava il proprio appoggio alla candidatura del figlio.
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Per questo motivo era stato imposto uno stop di 90 giorni nel luglio scorso. Trascorso quel periodo, la difesa ha presentato il 5 ottobre una richiesta per ottenere nuovamente l'autorizzazione agli incontri.
Il via libera deciso dalla Corte
Ad accogliere l'istanza è stato Alexandre de Moraes, giudice della Corte suprema del Brasile. Il permesso riguarda Flavio Bolsonaro, senatore e candidato alla presidenza, che ora potrà tornare a incontrare il padre nel rispetto delle limitazioni fissate dal magistrato.
Jair Bolsonaro si trova agli arresti domiciliari e sta scontando una condanna a 27 anni e 3 mesi per tentato colpo di Stato. La nuova autorizzazione riguarda dunque soltanto le visite e non modifica né la pena né le restrizioni sulla comunicazione politica.
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