903notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Flávio Bolsonaro lascia il Brasile e raggiunge gli Stati Uniti

Il candidato sconfitto ha attraversato l’Argentina prima di raggiungere gli Usa, nonostante le restrizioni chieste dalla Corte suprema

Flávio Bolsonaro ha lasciato il Brasile dopo la sconfitta al secondo turno contro Luiz Inácio Lula da Silva. Il figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro ha attraversato il confine con l’Argentina e ha poi raggiunto gli Stati Uniti, dove aveva ottenuto il visto con l’appoggio di Donald Trump.

Offerta del giorno29 ottobre

Lancome

-20% sui pacchetti da Lancôme

Scade tra 63 giorni
*******


Il viaggio e i vincoli giudiziari

La partenza è avvenuta a meno di 48 ore dalla chiusura delle urne, mentre il Supremo Tribunale Federale aveva sollecitato il ritiro del passaporto e il divieto di espatrio per il candidato. Le richieste erano legate a un’indagine su presunti riciclaggio di denaro ed evasione fiscale.

La normativa elettorale brasiliana garantisce ai candidati una protezione temporanea dagli arresti: il periodo comincia 15 giorni prima del voto e termina 48 ore dopo la chiusura dei seggi. Flávio Bolsonaro avrebbe sfruttato proprio questa finestra per uscire dal Paese. Javier Milei ha negato qualsiasi coinvolgimento dell’Argentina nel passaggio oltre frontiera.

In Brasile, i parlamentari e alcune delle massime cariche dello Stato vengono giudicati direttamente dal Supremo Tribunale Federale durante il mandato. I candidati alla presidenza, invece, non godono di questa immunità specifica, anche se ricoprono già un incarico parlamentare. L’inchiesta su Bolsonaro Jr. è condotta sotto la supervisione del giudice Alexandre de Moraes, da tempo bersaglio delle critiche di Trump.


Le accuse sull’inchiesta finanziaria

Flávio Bolsonaro è coinvolto in un procedimento che riguarda anche l’avvocato Willer Tomaz, suo socio. Tomaz è inoltre indagato per il presunto trasferimento su conti personali di fondi dell’Istituto nazionale brasiliano di previdenza sociale, equivalente all’Inps.

Secondo la ricostruzione dell’indagine, negli hangar riconducibili agli aerei di Tomaz sarebbero stati trovati 130 milioni di reais in contanti, pari a circa 22 milioni di euro. Il denaro, ritenuto collegato alle scommesse clandestine, sarebbe stato fatto transitare attraverso Banco Master.

Gli investigatori stanno esaminando anche cinque viaggi internazionali compiuti in cinque mesi dalla famiglia Bolsonaro a bordo degli stessi velivoli. Flávio non è tuttavia indicato apertamente come complice per questi episodi.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Tra le contestazioni rivolte al figlio di Jair Bolsonaro figura inoltre il sistema noto con il soprannome portoghese di “rachadinha”: secondo l’accusa, dipendenti e funzionari avrebbero dovuto versare una parte dello stipendio per mantenere il posto. Il caso del finanziamento del film “Dark Horse”, dedicato all’ex presidente, è inserito nello stesso quadro investigativo.


Il progetto presidenziale e il voto

La candidatura di Flávio Bolsonaro puntava anche a ottenere la sospensione dei procedimenti penali per i reati precedenti all’eventuale elezione. La carica presidenziale dura quattro anni e, secondo la ricostruzione proposta, avrebbe potuto consentire di attendere la prescrizione di alcune accuse.

Il testo ricorda anche la vicenda giudiziaria di Lula. Una precedente condanna per il caso Lava Jato era stata annullata dopo che il Supremo Tribunale Federale aveva rilevato la parzialità del collegio composto dall’ex giudice Sergio Moro e dal procuratore Deltan Dallagnol. Moro è oggi governatore del Paraná, mentre Dallagnol ha perso il mandato in applicazione della legge del 2010 sulla fedina penale pulita.

Al primo turno Flávio Bolsonaro avrebbe raccolto circa 60 milioni di voti, superando Lula, ma il risultato finale ha consegnato la presidenza al leader del Partito dei Lavoratori per un quarto mandato. La mobilitazione decisiva, secondo la ricostruzione, è passata anche dal gruppo WhatsApp “Exército do Lula”, arrivato a 10 milioni di iscritti in pochi giorni.

La campagna elettorale è stata segnata anche dalle accuse rivolte ai governatori bolsonaristi, ritenuti responsabili di aver rallentato i trasporti pubblici diretti ai seggi. Trump aveva sostenuto la candidatura di Bolsonaro Jr. e, secondo il testo, avrebbe cercato di favorirla anche attraverso pressioni legate alle piattaforme di Meta. Mark Zuckerberg ha respinto l’accusa di aver oscurato il profilo di Lula, spiegando che il problema era dipeso da un malfunzionamento temporaneo degli algoritmi.

Dopo Jair Bolsonaro, anche Eduardo Bolsonaro aveva lasciato il Brasile per gli Stati Uniti. Il fratello di Flávio si era avvicinato a Trump come lobbista e aveva ottenuto asilo politico, con l’obiettivo dichiarato di contrastare la campagna di Lula.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere