Ferrari, la frecciata di Hadjar irrita Leclerc: Verstappen frena il caso
Il pilota Red Bull sostiene che Verstappen avrebbe vinto più facilmente con una Ferrari, ma il monegasco contesta un giudizio basato su dati impossibili da verificare.
Il confronto tra Ferrari e Red Bull accende la vigilia del Gran Premio di Austin. A far discutere è stata soprattutto l’ipotesi di Isack Hadjar: secondo il pilota franco-libanese, Max Verstappen avrebbe potuto imporsi con un margine più ampio se avesse guidato una monoposto di Maranello a Singapore.
Charles Leclerc non ha gradito il ragionamento e ha liquidato la questione come «una sciocchezza». Il monegasco ha ricordato che nessuno dei due piloti può conoscere davvero il comportamento della vettura rivale, mentre Verstappen ha provato a chiudere rapidamente la polemica.
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Hadjar rilancia la sfida alla Ferrari
Parlando in conferenza stampa ad Austin, Hadjar ha mostrato fiducia nei progressi della Red Bull. Il pilota ha spiegato di apprezzare il circuito texano e ha sottolineato il buon rendimento della macchina nelle ultime due gare, pur riconoscendo che le altre squadre hanno compiuto passi avanti.
La scuderia, ha aggiunto, continua a mantenere un atteggiamento prudente: conosce i propri limiti e sta ancora lavorando per risolverli. Il suo obiettivo è disputare una gara più lineare dopo due fine settimana considerati frustranti, soprattutto in rapporto al potenziale della vettura affidatagli.
Il giudizio più netto è arrivato quando gli è stato chiesto di confrontare le prestazioni dei principali contendenti. Hadjar ha sostenuto che la Ferrari fosse stata la monoposto più rapida a Singapore e ha aggiunto: «Credo che se Max avesse guidato la Ferrari, avrebbe vinto la gara con un margine maggiore. Questa è la mia opinione».
Leclerc respinge il confronto
La replica di Leclerc è stata immediata. Il ferrarista ha ricordato che Hadjar non dispone degli elementi necessari per valutare il comportamento della Ferrari, così come lui non può giudicare dall’interno la Red Bull. Per questo, a suo avviso, trasformare impressioni esterne in certezze non porta a conclusioni attendibili.
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Il monegasco ha richiamato anche l’equilibrio ridotto tra Ferrari, Red Bull, McLaren e Mercedes. Su piste diverse, sostiene, il rendimento può cambiare in modo significativo e la differenza non dipende soltanto dalla velocità assoluta della macchina, ma dalla capacità di sfruttare ogni dettaglio del pacchetto tecnico.
La Ferrari, dopo i successi di Lewis Hamilton a Barcellona e di Leclerc a Silverstone, ha ammesso più volte di non riuscire sempre a interpretare al meglio tutte le caratteristiche della monoposto. A Sepang, inoltre, nessuno dei due piloti è riuscito a salire sul podio anche per alcuni errori di esecuzione.
Verstappen prova a spegnere la polemica
A ridimensionare il botta e risposta ci ha pensato lo stesso Verstappen. L’olandese ha accolto con favore la fiducia espressa dal compagno di squadra, ma ha chiarito di non poter stabilire il reale livello della Ferrari senza averla mai guidata.
La sua conclusione è stata netta: «Questi dibattiti sono inutili». Così, mentre Hadjar ha difeso la propria lettura del Gran Premio di Singapore e Leclerc ne ha contestato le basi, il tre volte campione del mondo ha preferito riportare l’attenzione sul rendimento concreto delle monoposto durante il fine settimana di Austin.
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