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Attualità 3 min di lettura50 min fa

Ferrara, riapre Palazzo Barbantini-Koch: dentro 135 opere e un archivio

Dopo il recupero, lo storico edificio ospita il nuovo Polo Culturale Bper con una raccolta d’arte, mostre e documenti legati alla storia della città.

La memoria di Ferrara passa anche dai documenti custoditi nell’Archivio storico Bper: circa 570 metri lineari di materiali, comprese serie amministrative e contabili risalenti al 1838. Questo patrimonio permette di seguire l’evoluzione dell’istituto e, insieme, i cambiamenti economici, sociali, urbanistici e culturali della città.

Nella Sala del Consiglio, fotografie, progetti, documenti e strumenti digitali confluiscono nel percorso narrativo e multimediale “I Palazzi Testimoni di Bper”, dedicato alla storia dell’edificio e alla sua relazione con il territorio.


Cinque secoli raccontati dalle opere

Il piano nobile ospita “Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente”, itinerario permanente curato da Lucia Peruzzi e Luciano Rivi. Il pubblico può vedere 135 opere, tra dipinti, sculture, disegni e stampe, distribuite in 18 sale su una superficie di circa 760 metri quadrati.

La selezione unisce i nuclei dell’antica Cassa di Risparmio di Ferrara ad altre opere della raccolta aziendale Bper e attraversa un arco temporale che va dal Rinascimento al Novecento. Tra i lavori esposti figurano l’Allegoria del Buon governo di Gaspare Venturini, proveniente dall’apparato decorativo del Camerino dei Libri voluto dal duca Cesare d’Este per Palazzo dei Diamanti, e il Ritratto di Gabriele Tadino di Tiziano e bottega.

La parte dedicata all’arte antica ricostruisce la tradizione del collezionismo ferrarese e il contesto culturale estense. Le sezioni ottocentesca e novecentesca documentano invece la vivacità artistica locale attraverso nomi come Gaetano Previati, Giuseppe Mentessi, Filippo de Pisis, Achille Funi, Arrigo Minerbi e Jules Pierre Van Biesbroeck.


Un palazzo torna alla comunità

Il nuovo Polo Culturale di Ferrara de La Galleria Bper nasce a Palazzo Barbantini-Koch, edificio di corso della Giovecca progettato nei primi anni del Novecento per la Cassa di Risparmio di Ferrara. Dopo un intervento di recupero e adattamento degli spazi, la struttura viene nuovamente resa accessibile alla collettività con la collezione permanente, le mostre temporanee e la valorizzazione dell’archivio storico.

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L’inaugurazione si è tenuta il 6 ottobre alla presenza dei vertici di Bper, delle istituzioni e degli esponenti della cultura locale. Il progetto ha ricevuto il patrocinio del Comune di Ferrara ed è stato realizzato insieme alla Fondazione di Ferrara e alla Soprintendenza.

Fabio Cerchiai, presidente di Bper, ha sottolineato il valore del legame tra l’istituto e i territori: «Palazzo Barbantini-Koch è un luogo particolarmente significativo perché qui architettura, opere e documenti raccontano insieme la storia della città e della Cassa di Risparmio di Ferrara». Secondo il presidente, l’apertura al pubblico trasforma la memoria in uno strumento di conoscenza e partecipazione.

Per Marco Gulinelli, assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, il ritorno dell’edificio nella vita cittadina rafforza la rete dei luoghi culturali ferraresi. Marcella Zappaterra, consigliera della Regione Emilia-Romagna, ha invece richiamato la necessità di fare del palazzo uno spazio frequentato da cittadini, scuole, studenti e visitatori, non soltanto un luogo da celebrare al momento dell’inaugurazione.


Collaborazione per il futuro

Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione di Ferrara, ha annunciato anche la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con Bper e il prossimo trasferimento della sede della Fondazione all’interno del palazzo. L’obiettivo indicato è contribuire alla gestione di uno spazio aperto, partecipato e capace di produrre valore sociale ed educativo.

Cecilia Bavera, direttrice regionale Emilia Est-Romagna di Bper, ha definito il Polo un punto d’incontro tra storia, arte e memoria condivisa. Con l’apertura di Ferrara, ha spiegato Sabrina Bianchi, responsabile del Patrimonio Culturale de La Galleria Bper, diventano tre i Poli Culturali Bper accessibili al pubblico, accomunati dalla volontà di rendere nuovamente fruibili raccolte nate nei territori in cui si sono formate.

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