Ferie non godute nella Pa: la prova che può far scattare il pagamento
I dirigenti pubblici dovranno prestare particolare attenzione alla gestione delle ferie maturate dal personale.
I dirigenti pubblici dovranno prestare particolare attenzione alla gestione delle ferie maturate dal personale. Se l’amministrazione non dimostra di aver messo il dipendente nelle condizioni di utilizzare i riposi, alla fine del servizio può scattare l’obbligo di versare l’indennità sostitutiva. L’omissione degli inviti formali può inoltre esporre il responsabile a contestazioni per danno erariale davanti alla Corte dei Conti.
La comunicazione scritta e puntuale ai lavoratori diventa quindi un passaggio essenziale. Non si tratta soltanto di una formalità interna: l’assenza di documentazione può tradursi in un costo per l’ente e, nei casi previsti, in una responsabilità personale del dirigente.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Per i vecchi accumuli non cambia tutto
Il nuovo meccanismo opera esclusivamente sui giorni maturati dall’ottobre 2026, cioè dall’entrata in vigore della legge n. 174 del 5 ottobre 2026. Le ferie accumulate negli anni precedenti non rientrano, dunque, nella nuova disciplina e non beneficiano dell’automatismo introdotto dal provvedimento.
La modifica non consente comunque di trasformare liberamente i periodi di riposo in denaro mentre il rapporto di lavoro è ancora in corso. Il pagamento può essere richiesto soltanto quando il servizio termina in modo definitivo, secondo le condizioni stabilite dalla normativa.
Il diritto al riposo resta intatto
La riforma supera il divieto generalizzato introdotto nel 2012 dal Decreto legge n. 95, emanato nell’ambito delle misure di riduzione della spesa pubblica. L’obiettivo è avvicinare il trattamento del personale delle amministrazioni a quello applicato nel settore privato, senza però cancellare la funzione di tutela propria delle ferie.
L’articolo 36 della Costituzione continua a garantire al lavoratore il tempo necessario per recuperare le energie psicofisiche. Per questo il riposo non può essere considerato, durante il normale svolgimento dell’attività, una voce economica da incassare al posto della fruizione effettiva.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Quando può essere versata l’indennità
La liquidazione diventa possibile alla cessazione del rapporto in alcune situazioni precise. Tra queste rientrano il pensionamento, le dimissioni presentate dal dipendente, l’accertata inidoneità fisica o psicofisica al servizio e la conclusione naturale di un contratto a tempo determinato.
Il semplice fatto di aver accumulato giornate non utilizzate non produce quindi un pagamento immediato. La valutazione avviene alla chiusura del rapporto e dipende anche dalla capacità dell’amministrazione di dimostrare come abbia organizzato e sollecitato la fruizione dei riposi.
L’amministrazione deve dimostrare di aver agito
La principale novità riguarda il peso della prova. In passato, la mancata fruizione poteva comportare la perdita automatica di qualsiasi compensazione economica; ora spetta all’ente documentare di aver adottato iniziative concrete per consentire al lavoratore di utilizzare le ferie.
L’ufficio deve dimostrare di avere invitato il dipendente, per iscritto, a programmare i periodi di assenza. Deve inoltre averlo avvertito chiaramente che il mancato utilizzo entro le scadenze avrebbe potuto far perdere il diritto al pagamento e deve aver assicurato condizioni organizzative compatibili con l’assenza.
Se queste circostanze non risultano da prove documentali, l’indennità può diventare dovuta al termine del rapporto. L’esclusione del pagamento resta invece possibile quando l’ente riesce a dimostrare che il dipendente, pur essendo stato informato e concretamente messo nelle condizioni di assentarsi, ha scelto consapevolmente e reiteratamente di non usufruire dei riposi.
Continua a leggere
Hegseth, la sfida dei democratici: alla Camera può scattare l’accusa
L’opposizione prepara il dossier contro il capo del Pentagono e cerca testimoni in vista delle elezioni del 3 novembre
Parma, Guerra frena la linea dura: «L’esercito non spegne il fuoco»
Il sindaco di Parma invita a intervenire sulle cause del disagio giovanile e ricostruisce le misure adottate dopo le minacce circolate nelle chat
Sisma nelle Marche, sequestrati 57 milioni: 51 persone nel mirino
L’inchiesta della Guardia di finanza ipotizza frodi, corruzione e appalti affidati a soggetti vicini a camorra e ’ndrangheta nella ricostruzione post terremoto.
Carta igienica a Palazzo Chigi? Meloni invita il Fatto a controllare
La presidente del Consiglio contesta l’apertura del quotidiano sulle presunte carenze nelle sedi istituzionali e indica magazzini e fornitori per verificare la situazione.