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Attualità 2 min di lettura2 ott

Fazio e la Rai, nessun ritorno: «Mi ha spinto la politica

La partecipazione a Tale e Quale Show ha riacceso le voci su un rientro, ma il conduttore esclude scenari nascosti e spiega perché ha scelto il Nove.

La sua apparizione a Tale e Quale Show ha alimentato le ipotesi di un nuovo approdo in Rai, proprio mentre Fabio Fazio entra nell’ultimo anno dell’accordo con Warner Bros. Discovery. Il conduttore, però, ridimensiona ogni voce: la partecipazione al programma di Carlo Conti sarebbe stata soltanto un’occasione personale, senza alcun progetto di rientro.


Un legame ancora molto forte

Fazio ha spiegato di essere legato profondamente alla Rai, dove mise piede nel 1983, quando non aveva ancora compiuto 19 anni. Il suo ingresso avvenne dopo un provino sostenuto con Guido Sacerdote e Bruno Voglino, che ancora oggi considera una figura decisiva per la propria carriera.

Nel corso degli anni il conduttore ha lavorato anche con Enrico Vaime e Luciano Salce, maestri della televisione italiana degli anni Sessanta. Per questo, ha chiarito, non considera la Rai una semplice azienda: secondo Fazio, se il suo percorso fosse stato riconosciuto per ciò che rappresentava, sarebbe ancora all’interno dell’emittente.

Quanto alla presenza da Carlo Conti, Fazio ha escluso significati ulteriori: ha ricordato l’amicizia con il conduttore e la cortesia reciproca tra i due, precisando però che la sua partecipazione si è limitata a una sola serata.


La scelta del Nove dopo l’addio

Il passaggio al Nove, ha raccontato Fazio, è maturato in un contesto nel quale le decisioni televisive sarebbero state condizionate soprattutto dal rapporto con il potere politico. «Hanno prevalso delle logiche che non hanno nulla a che fare con la televisione, logiche di adesione a chi governa», ha affermato nell’intervista.

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A suo giudizio, il clima si sarebbe aggravato dopo la legge Renzi. In queste condizioni, la scelta di trasferirsi sarebbe diventata inevitabile: da una parte c’era la sensazione di non essere più valorizzato, dall’altra un’offerta del Nove accompagnata da prospettive professionali considerate molto interessanti.


Politica e ospiti, la sua replica

Nel colloquio Fazio ha respinto anche l’idea di escludere sistematicamente gli esponenti di destra dai propri programmi. La sua posizione, ha spiegato, è che un invito può essere rivolto, ma nessun ospite può essere obbligato ad accettarlo: «Non è vero che non invito politici di destra, ma non posso costringerli a venire».

Tra i nomi citati c’è anche Roberto Vannacci. A proposito delle sue dichiarazioni, Fazio ha osservato: «Non posso pensare che creda a quello che dice». La frase si inserisce nella sua riflessione sul rapporto tra televisione, politica e partecipazione degli ospiti ai programmi.

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