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Attualità 2 min di lettura46 min fa

Fairford, l’allarme di Londra: «Non è un caso isolato

Il direttore dell’MI5 segnala un aumento delle operazioni ostili condotte da Iran e Russia, con obiettivi che includono anche strutture militari britanniche

L’episodio avvenuto alla base di Fairford potrebbe non essere un’azione isolata. Ken McCallum, alla guida dell’MI5, ha infatti riferito che altri casi analoghi sono stati registrati nel Regno Unito e in diversi Paesi del mondo: «Fairford non è un caso isolato. Ci sono stati altri casi, non solo nel Regno Unito ma altrove nel mondo».

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Fairford resta al centro dell’indagine

L’episodio risale a due settimane fa e le autorità britanniche non hanno ancora chiarito tutti i suoi contorni. McCallum ha evitato di fornire ulteriori elementi, mentre il premier Andy Burnham ha affermato che è “quasi certo” un coinvolgimento delle Guardie rivoluzionarie iraniane.

La struttura della Royal Air Force era stata utilizzata da velivoli militari americani impegnati in operazioni contro l’Iran. In seguito all’accaduto, gli Stati Uniti hanno trasferito altrove tutti i loro aerei presenti a Fairford; Teheran ha respinto ogni responsabilità. La polizia aveva arrestato cinque persone, successivamente rilasciate.


La sicurezza britannica entra in una fase nuova

Nel suo intervento annuale dedicato alla sicurezza interna, McCallum ha descritto un quadro più instabile rispetto a quello della Guerra Fredda. Secondo il direttore dell’MI5, nell’arco di dieci anni le minacce riconducibili a governi ostili sono aumentate di quattro volte.

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Il responsabile dell’agenzia ha sintetizzato così il cambiamento: «Siamo entrati in una nuova era per la sicurezza nazionale». Iran e Russia, secondo l’allarme lanciato a Londra, stanno ampliando le proprie attività clandestine e prendono di mira anche installazioni militari.


L’Iran amplia le operazioni ostili

Particolare preoccupazione viene attribuita a Teheran, che avrebbe reso più ambiziose le proprie campagne di guerra ibrida. Nell’ultimo anno l’MI5 ha fermato più di 50 persone, in prevalenza nell’ambito di indagini su piani terroristici e attacchi contro sinagoghe, attività commerciali e altri luoghi legati alla comunità ebraica britannica.

L’incidente di Fairford si inserisce quindi in un contesto più ampio, ancora oggetto di accertamenti. Il rifiuto iraniano e il rilascio dei cinque arrestati non hanno chiuso il caso, mentre le autorità continuano a valutare l’eventuale collegamento con le Guardie rivoluzionarie e con altre operazioni condotte fuori dal territorio britannico.

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