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Attualità 1 min di lettura55 min fa

Fairford, il retroscena dei bombardieri Usa: la minaccia dei droni

Il trasferimento dalla base britannica sarebbe legato a un possibile attacco iraniano, ma Washington non ha chiarito quanto fosse concreta o imminente l’allerta.

Il ritiro dei bombardieri statunitensi dalla base di Fairford, nel Gloucestershire, sarebbe stato deciso anche per ragioni di sicurezza. Alla base della scelta ci sarebbe una segnalazione relativa a un possibile attacco condotto con droni iraniani, senza però indicazioni certe sulla sua imminenza.


Un’allerta senza tempi certi

Due funzionari americani hanno riferito che la minaccia avrebbe contribuito allo spostamento dei velivoli. Gli stessi funzionari, tuttavia, non hanno saputo precisare se l’eventuale attacco fosse prossimo o soltanto preso in considerazione come scenario di rischio.

La decisione è arrivata dopo che Donald Trump aveva confermato l’esistenza di «minacce» collegate al ritiro dei bombardieri dalla struttura militare britannica. Le sue parole hanno dato ulteriore rilievo a una misura presentata come precauzionale.

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I bombardieri restano impiegabili

Un altro esponente dell’amministrazione ha sottolineato che gli Stati Uniti possono far decollare i propri bombardieri da basi diverse. Proprio questa possibilità avrebbe reso ragionevole, in un’ottica di massima cautela, allontanare i mezzi da Fairford.

Il trasferimento, quindi, non implicherebbe la rinuncia all’impiego degli aerei. Secondo il funzionario, Washington conserva la capacità di schierarli da qualsiasi località, mantenendo così la propria flessibilità operativa anche dopo la loro partenza dalla base nel Regno Unito.

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