Contante, l’11,2% resta fuori: chi non usa bancomat e app
Anziani, redditi contenuti e scarsa familiarità con le banche sono più frequenti tra gli italiani che pagano soltanto in contanti o con carte prepagate.
Per circa un italiano su dieci il denaro segue ancora un percorso quasi interamente fisico: entra in casa in contanti e con lo stesso strumento viene speso. È il risultato più evidente di uno studio della Banca d’Italia sulle abitudini di pagamento, che individua due gruppi particolarmente lontani da carte bancarie e applicazioni.
Il contante resta l’unica scelta
Il primo profilo comprende il 6,6% della popolazione e utilizza esclusivamente banconote e monete. Il secondo vale il 4,6%: accanto al contante ammette soltanto le carte prepagate, evitando bancomat, carte di credito e applicazioni per i pagamenti. Considerati insieme, i due gruppi rappresentano l’11,2% degli italiani.
In entrambe le categorie risultano più presenti gli over 65, le persone con entrate inferiori a 1.500 euro mensili, chi ha al massimo la licenza media e chi non lavora. È inoltre molto più comune ricevere in contanti tra il 50% e il 75% del proprio reddito, mentre risparmi, finanziamenti e investimenti hanno una diffusione ridotta.
Due profili, un rapporto diverso con le banche
Le differenze emergono soprattutto osservando il legame con il sistema bancario. Chi possiede una prepagata può acquistare anche in rete senza avere necessariamente un conto corrente: secondo le autrici dello studio, questa scelta indicherebbe una volontà precisa di limitare il ricorso ai servizi bancari. Chi usa soltanto contanti, invece, potrebbe essere condizionato da fattori diversi e più vincolanti.
Gli scettici delle tecnologie bancarie sono più numerosi nel Mezzogiorno. Gli utilizzatori esclusivi del contante costituiscono invece l’unico gruppo tra i cinque analizzati in cui le donne superano la media; al suo interno è relativamente consistente anche la presenza di lavoratori autonomi, forse in relazione all’impiego del contante nelle attività professionali.
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L’innovazione non convince ancora
Per entrambi i profili è elevata la quota di persone che non intendono sperimentare nuovi strumenti di pagamento. Quando mostrano interesse, le richieste però divergono: chi sceglie solo il contante cerca soprattutto semplicità e spese ridotte, mentre chi usa le prepagate attribuisce maggiore importanza alla riservatezza e alla possibilità di funzionamento senza connessione.
Sono proprio questi i requisiti che potrebbero determinare l’eventuale adozione dell’euro digitale. Senza procedure facili, costi contenuti e adeguate garanzie sulla privacy, lo studio considera improbabile che i consumatori più distanti dai servizi bancari decidano di utilizzarlo.
Come è stata costruita la ricerca
L’analisi ha utilizzato i diari delle spese e le risposte raccolte nell’indagine Space 2024 della Banca centrale europea. Il campione italiano comprende 4.088 partecipanti, distribuiti in cinque profili attraverso una metodologia che ha combinato valutazione umana, il modello linguistico GPT-4.1 e strumenti di apprendimento automatico.
All’estremo opposto rispetto ai due gruppi che privilegiano il contante si trovano i cosiddetti utenti ben collegati, pari al 14,6% della popolazione. Sono persone che impiegano contanti, carte e applicazioni su tutti i principali canali e tra le quali risultano invece più frequenti i redditi superiori a 4.000 euro.
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