Ex Ilva, rifiuti e discariche: le nuove garanzie ora sono legge
La Camera ha chiuso l’iter del decreto 154/2026, che modifica le regole sulle coperture finanziarie durante l’amministrazione straordinaria.
Per gli impianti dell’Ex Ilva cambia il meccanismo delle garanzie finanziarie legate alla gestione dei rifiuti e delle discariche interne. La copertura potrà essere rinnovata ogni anno durante l’amministrazione straordinaria, anche quando l’autorizzazione dell’impianto prevede una durata più lunga.
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Coperture rinnovabili anno dopo anno
La disciplina riguarda le società sottoposte ad amministrazione straordinaria. Per le attività di trattamento dei rifiuti e per gli impianti di discarica, comprese le operazioni successive alla chiusura, sarà possibile presentare una garanzia con validità minima annuale.
Il sistema resterà in vigore per tutta la durata della procedura e fino al trasferimento a soggetti terzi del complesso aziendale. Nel periodo coperto dalla garanzia non serviranno clausole aggiuntive riferite agli anni successivi né indicazioni contrattuali ulteriori sulle modalità di escussione.
Nessuna discarica senza garanzia
La modifica è contenuta nell’unico articolo operativo del provvedimento, che interviene sul Codice dell’ambiente. La garanzia annuale viene considerata sufficiente rispetto agli obblighi previsti dalla legge per tutto il periodo in cui risulta efficace.
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Resta però una condizione inderogabile: le attività di discarica non possono iniziare o proseguire se manca la relativa copertura finanziaria. La norma, quindi, rende più flessibile la durata delle garanzie senza eliminare il requisito sostanziale della loro presenza.
La Camera conclude l’iter
Il decreto 154/2026 era stato approvato dal Consiglio dei ministri alla fine di agosto. La Camera lo ha trasformato definitivamente in legge mantenendo il testo già approvato dal Senato il 7 ottobre, dopo aver respinto in aula tutti gli emendamenti presentati.
L’approvazione parlamentare è arrivata mentre le Sezioni Unite civili della Cassazione esaminavano i ricorsi di Ilva e Acciaierie d’Italia contro il provvedimento che ha imposto lo stop all’area a caldo dello stabilimento di Taranto. Il nuovo intervento normativo riguarda comunque un profilo diverso: non la continuità produttiva dell’area, ma le garanzie finanziarie connesse ai rifiuti e alle discariche.
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