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Attualità 1 min di lettura4 ore fa

Ex Ilva, la Cassazione valuta il nodo salute-produzione: oggi la decisione

L’avvocato generale Luigi Birritteri contesta lo stop all’area a caldo di Taranto e chiede ai giudici di verificare il rapporto tra rischio sanitario e continuità industriale.

La decisione delle Sezioni Unite Civili della Cassazione è attesa in giornata e potrebbe chiarire il futuro produttivo dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto. Al centro dell’udienza c’è il provvedimento con cui la Corte d’Appello di Milano ha disposto il blocco dell’attività, impugnato dalle società coinvolte nella gestione dello stabilimento.

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Il nodo del bilanciamento

Nel corso della discussione, l’avvocato generale della Cassazione Luigi Birritteri ha sostenuto che nella pronuncia milanese manchi una valutazione complessiva degli interessi in gioco. Secondo la sua ricostruzione, la tutela della salute non può essere esaminata separatamente dalle conseguenze legate alla prosecuzione della produzione industriale.

«Quello che manca è il bilanciamento fra tutela della salute e produzione industriale», ha affermato Birritteri davanti ai giudici. Il suo intervento si è quindi concentrato sulla necessità di considerare entrambi gli aspetti prima di confermare o rivedere lo stop all’impianto.

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Il rischio amianto sotto esame

L’avvocato generale ha riconosciuto che la pericolosità dell’amianto non è in discussione. La critica rivolta alla Corte d’Appello di Milano riguarda invece il modo in cui quel rischio sarebbe stato valutato nel provvedimento impugnato.

Per Birritteri, infatti, i giudici milanesi avrebbero ricavato l’esistenza di un pericolo senza verificarla attraverso un accertamento concreto. La Cassazione dovrà ora pronunciarsi sui ricorsi presentati da Ilva Spa, Acciaierie d’Italia e Acciaierie d’Italia Holding contro l’interruzione della produzione nell’area a caldo.

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