Eva Henger, a 9 anni la diagnosi della madre: «Finalmente aveva un nome
L’attrice ricorda i ricoveri, la scomparsa durata tre giorni e gli anni in cui si prese cura della madre affetta da schizofrenia paranoide.
L’infanzia di Eva Henger è stata segnata dalla malattia della madre e da responsabilità arrivate troppo presto. Quando aveva nove anni, durante uno dei primi ricoveri, alla donna fu diagnosticata la schizofrenia paranoide: per la bambina quella definizione rappresentò anche la possibilità di dare un senso a comportamenti fino ad allora incomprensibili.
Una bambina costretta a crescere presto
Henger ha raccontato che il rapporto con la madre finì per assumere una dinamica insolita: secondo il suo ricordo, era lei a svolgere un ruolo di riferimento e di protezione. «Per lei ero una mamma», ha detto, spiegando che molte persone si allontanavano dopo pochi giorni, mentre lei rimaneva al suo fianco.
Tra gli episodi più difficili c’è anche una scomparsa durata tre giorni. La giovane Eva si mise a cercarla, affrontando da sola una situazione che avrebbe richiesto il sostegno e la presenza di adulti. «Dovevo badare a lei. Non è stato facile, ma è stato comunque bello», ha ricordato l’attrice parlando di quel periodo.
La diagnosi come risposta al dolore
Il ricovero e la successiva diagnosi non cancellarono le difficoltà, ma offrirono a Henger una spiegazione. «Avevo nove anni durante uno dei suoi primi ricoveri e le diagnosticarono questa malattia. Io ero felice, perché finalmente aveva un nome», ha raccontato, sottolineando quanto fosse importante poter identificare ciò che stava accadendo alla madre.
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La schizofrenia è un disturbo psicotico che può comprendere deliri, allucinazioni, pensiero disorganizzato e cambiamenti nel comportamento. Il suo andamento non è uguale per tutti: in alcune persone i sintomi si riducono o entrano in remissione, mentre in altre possono tornare nel corso della vita.
Il divorzio e un’infanzia instabile
La vicenda familiare di Henger non si limitava alla malattia materna. In passato, parlando della propria crescita, l’attrice aveva ricordato anche la separazione precoce dei genitori e gli spostamenti continui tra una situazione e l’altra, descrivendosi come una bambina «sballottata di qua e di là».
Il ricordo restituisce così gli anni in cui Henger dovette confrontarsi con l’assenza di stabilità e con compiti non adatti alla sua età. Nonostante la fatica, oggi racconta quel legame con la madre senza cancellarne la complessità e conservando anche la parte affettiva di quell’esperienza.
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