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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Esenzione 045, 137mila pazienti con psoriasi restano esclusi

A Montecitorio chiesto di ampliare le tutele nei Lea: il costo stimato per il Servizio sanitario è sostenibile.

La psoriasi severa continua a lasciare migliaia di pazienti senza esenzione per gli esami necessari alle cure. Il tema è stato affrontato martedì 27 ottobre alla Camera, in vista della Giornata mondiale della Psoriasi del 29 ottobre.

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I numeri dell’assistenza

Secondo il progetto Radar-Psoriasi, promosso da Apiafco e realizzato da CliCon sui dati amministrativi di Asl italiane relativi a circa sei milioni di assistiti, in Italia convivono con la malattia circa 1,4 milioni di persone. L’incidenza annua raggiunge 179,4 nuovi casi ogni 100mila abitanti, un valore superiore a quello registrato per il morbo di Crohn e l’artrite reumatoide.

La ricerca ha evidenziato anche la complessità clinica della patologia, spesso associata a problemi autoimmuni, cardiometabolici, renali, epatici, infettivi e oncologici. La presenza di queste comorbidità si accompagna a un rischio di mortalità 1,1 volte maggiore rispetto alla popolazione generale.

Solo il 9% dei pazienti con psoriasi beneficia oggi dell’esenzione 045. Tra coloro che non ne usufruiscono, il 3% riceve farmaci biologici e il 7% terapie sistemiche non biologiche: nel complesso, sono circa 137mila le persone prive di esenzione sottoposte a trattamenti sistemici.


La richiesta sui Lea

Al centro del confronto alla Camera c’è stata la proposta di estendere il percorso assistenziale previsto dal codice 045 anche alla psoriasi a placche severa. L’intervento avrebbe, secondo le stime presentate, un costo compreso tra 6,3 e 9,9 milioni di euro l’anno per il Servizio sanitario nazionale.

Valeria Corazza, presidente di Apiafco, ha ricordato che oggi molti pazienti devono pagare direttamente gli esami indispensabili per iniziare e controllare le terapie. «Un onere economico inaccettabile, che contrasta con i principi di universalità ed equità su cui si fonda, o dovrebbe fondarsi, il nostro Ssn», ha affermato durante l’incontro.

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Luciano Ciocchetti, vicepresidente della XII Commissione Affari sociali della Camera e promotore dell’iniziativa, ha sollecitato un confronto tra istituzioni, associazioni dei pazienti e comunità scientifica. L’obiettivo indicato è adeguare le tutele alla gravità effettiva della malattia e ridurre le differenze nell’accesso alle cure.


Cure e carenza di specialisti

Tonino Aceti, presidente di Salutequità, ha indicato nell’ampliamento delle esenzioni e nell’aggiornamento della programmazione sanitaria nazionale i due strumenti per rendere più omogenei i percorsi assistenziali. Il riferimento è al prossimo Piano sanitario nazionale e al Piano nazionale della cronicità.

Luca Degli Esposti, amministratore unico di CliCon, ha spiegato che i dati raccolti descrivono la psoriasi come una malattia cronica complessa, non limitata alle manifestazioni cutanee. L’analisi, secondo Degli Esposti, permette di individuare i bisogni ancora scoperti e le aree in cui migliorare l’organizzazione dell’assistenza.

Marco Romanelli, del Consiglio direttivo di Sidemast, ha richiamato la necessità di cure continuative e controlli specialistici regolari per i pazienti con forme severe. Aldo Cuccia, consigliere nazionale di Adoi, ha invece segnalato la carenza di dermatologi negli ospedali pubblici e ha chiesto nuovi concorsi, oltre a una collaborazione formativa più stretta tra università e strutture ospedaliere.

La richiesta di una tutela uniforme è stata condivisa anche da Ilenia Malavasi, Luciano Ciocchetti e Ylenia Lucaselli, componenti della XII Commissione Affari sociali o della Commissione Bilancio della Camera. Le evidenze di Radar-Psoriasi sono state presentate come base per valutare l’impatto economico e assistenziale di un’estensione dell’esenzione 045.

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