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Attualità 4 min di lettura4 ore fa

Energia, Ucraina e migranti: il vertice Ue senza decisioni

I leader europei si riuniscono per due giorni tra caro energia, rapporti con la Cina, sicurezza, Ucraina e migrazioni, ma il confronto servirà soprattutto a preparare scelte future.

Il caro energia sarà il banco di prova politico del Consiglio europeo di ottobre, anche se dal vertice non sono attese decisioni definitive. I capi di Stato e di governo dell’Unione europea si confronteranno per due giorni su numerosi dossier, con l’obiettivo principale di orientare i prossimi interventi e costruire un accordo successivo.

Una fonte diplomatica europea ha descritto l’appuntamento come un vertice «particolare»: l’agenda è molto ampia, ma «nessuno» prevede svolte immediate sui temi in discussione. La questione energetica resta comunque la più sensibile, anche per la vicinanza di importanti appuntamenti elettorali in diversi Paesi membri.

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Il nodo dei prezzi dell’energia

Sul tavolo ci saranno soprattutto possibili misure di breve periodo per contenere i costi dell’energia e sostenere l’industria europea. La Commissione europea ha già indicato alcune ipotesi, tra cui il rinvio di disposizioni sul metano e una revisione delle regole temporanee sugli aiuti di Stato.

Diversi governi si aspettano che la Commissione presenti ulteriori proposte, ma ogni iniziativa dovrà fare i conti con la necessità dell’unanimità. Una fonte diplomatica ha espresso il malcontento di alcuni Paesi: «Siamo un po’, per dirla con parole gentili, frustrati dall’assenza di qualsiasi progresso».

Nel confronto potrebbe entrare anche la richiesta di maggiore flessibilità nei bilanci avanzata da Italia e Grecia. Giorgia Meloni ha già fatto sapere che intende sollevare il tema, pur non essendo formalmente inserito nell’ordine del giorno. Bruxelles riconosce gli sforzi italiani per uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo, ma non sembra orientata a modificare le regole del patto di stabilità appena riformato.

Resta inoltre irrisolto il meccanismo europeo di formazione del prezzo dell’elettricità, ancora legato al sistema marginale e spesso al costo del gas. È una questione già sollevata più volte da Mario Draghi durante il suo incarico da presidente del Consiglio.


Un’agenda piena, poche svolte

Il vertice si apre con un confronto sulla competitività e sull’attuazione del progetto per rafforzare il mercato unico. I leader prenderanno atto dell’accordo raggiunto in Consiglio dell’Unione europea sul pacchetto dedicato all’integrazione e alla vigilanza dei mercati, collegato all’Unione dei risparmi e degli investimenti.

Il compromesso, tuttavia, lascia fuori dalla supervisione unica dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati le piazze di Francoforte e Madrid. La commissaria ai Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque ha giudicato il risultato poco ambizioso, mentre a Bruxelles si sottolinea il fatto che i negoziati abbiano comunque prodotto un’intesa.

Durante il pranzo sarà affrontato il tema degli squilibri economici internazionali, con particolare attenzione ai rapporti con la Cina. Le missioni a Pechino del commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic hanno riaperto il dialogo, ma i governi potrebbero chiedere anche nuovi strumenti di tutela e un rafforzamento di quelli già disponibili.

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Nel pomeriggio sarà esaminato il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. La cena sarà invece dedicata all’allargamento dell’Unione e alle riforme necessarie per consentire l’ingresso di nuovi membri.


Ucraina e migrazioni al secondo giorno

La seconda giornata partirà dall’Ucraina, con l’intervento del presidente Volodymyr Zelensky sugli sviluppi più recenti del conflitto. A seguire, i Ventisette discuteranno di difesa e sicurezza, anche alla luce dell’aumento degli attacchi ibridi attribuiti con certezza o con alta probabilità alla Russia.

Nel programma figurano poi il Medio Oriente e, durante il pranzo, le migrazioni. Al termine dei lavori sono previste le dichiarazioni congiunte del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e della presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Prima dell’avvio della riunione, Giorgia Meloni co-ospiterà un incontro degli Amici della Coesione. Il giorno successivo, insieme a Danimarca e Paesi Bassi, promuoverà inoltre un confronto informale sulle politiche migratorie, compresa l’ipotesi di realizzare centri per i rimpatri in Paesi terzi, sul modello già seguito dall’Italia con le strutture in Albania.

La Francia non prenderà parte all’incontro. Secondo la ricostruzione diplomatica, Parigi ritiene di non poter adottare quel modello per vincoli costituzionali e teme che una simile scelta possa rendere il Paese più attrattivo rispetto agli altri Stati membri.


Il calendario dei leader

I lavori inizieranno alle 10, con l’arrivo dei capi di governo previsto già dalle 8.30. Prima del Consiglio si riuniscono inoltre i principali gruppi politici europei: il Partito popolare europeo, i Socialisti e democratici e Renew nella mattinata successiva, mentre i Patrioti si sono incontrati a Bruxelles nella sede del Vlaams Belang.

Al vertice parteciperà inizialmente anche la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Dopo la prima giornata è prevista una conferenza stampa, mentre l’appuntamento conclusivo si terrà al termine della seconda sessione, con Costa e von der Leyen.

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