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Attualità 3 min di lettura30 set

Energia, Meloni scuote le imprese: la sfida europea sull’Ets

Da Praga la premier chiede alle aziende un aiuto concreto contro il caro energia e prepara con Andrej Babiš sei proposte per cambiare le regole europee sulle emissioni

Il caro energia entra al centro dell’agenda del governo. Da Praga Giorgia Meloni ha ringraziato Eni, Ip e Q8 per le iniziative a sostegno di famiglie e imprese, invitando anche gli altri operatori economici a intervenire. Nella stessa visita ufficiale, la presidente del Consiglio ha sottoscritto con Andrej Babiš il Piano d’azione Italia-Repubblica ceca 2026-2030 e ha rilanciato la richiesta di una revisione profonda del sistema europeo Ets.


Meloni chiede sostegno alle imprese

L’appello arriva in una fase segnata dall’aumento della pressione sui bilanci domestici e aziendali. Dopo le decisioni di Eni e Ip, anche Q8 ha annunciato un tetto al prezzo dei carburanti. Meloni ha collegato queste iniziative al tema più ampio delle bollette e ha riconosciuto il contributo delle società già intervenute.

Rivolgendosi agli altri protagonisti del settore, la premier ha chiesto una partecipazione concreta: «Il Governo rivolge un appello agli attori economici principali in Italia per dare una mano alle famiglie e alle imprese in questa fase particolarmente complessa». Ha inoltre sottolineato che le difficoltà derivano da crisi internazionali non provocate dall’Italia, ma capaci di incidere pesantemente sulle finanze di famiglie e attività produttive.


Sei mosse per cambiare l’Ets

Sul fronte europeo, Italia e Repubblica ceca intendono presentare al Consiglio europeo di metà ottobre sei proposte dedicate al sistema di scambio delle quote di emissione. L’obiettivo indicato da Meloni e Babiš è alleggerire i costi per i comparti più esposti alla concorrenza internazionale e recuperare margini di competitività.

Tra le richieste figurano una diversa distribuzione delle quote, una riduzione dell’impatto del costo del carbonio sulle tariffe elettriche e controlli più chiari sul mercato delle emissioni. I due governi chiedono inoltre di rinviare l’avvio dell’Ets2, ritenuto potenzialmente dannoso in una fase in cui il sistema produttivo europeo avrebbe bisogno di maggiore libertà di manovra. Meloni ha spiegato che l’Europa deve evitare di perdere capacità produttiva, investimenti e peso sui mercati mondiali.

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L’intesa con il premier ceco riguarda anche competitività e immigrazione, oltre all’energia. La presenza a Praga del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha accompagnato la firma del piano bilaterale, mentre il confronto con Babiš ha consolidato una posizione comune in vista del prossimo appuntamento europeo.


Sul caso Regeni resta il dialogo

Durante la missione è tornata anche la questione di Giulio Regeni. La sentenza italiana ha condannato a dieci anni tre agenti dei servizi egiziani per il sequestro del ricercatore. Le dichiarazioni di Antonio Tajani, secondo cui la condanna riguarda tre persone e non l’Egitto nel suo complesso, hanno provocato reazioni critiche da parte delle opposizioni.

Meloni ha ribadito che lo Stato italiano è parte civile e ha espresso nuovamente vicinanza alla famiglia Regeni. La presidente del Consiglio ha sostenuto che la ricerca della verità e della giustizia appartiene anche alle istituzioni, ma ha difeso il mantenimento dei rapporti diplomatici: «Ho il dubbio che chiudendo quei canali ci allontaniamo dagli obiettivi invece di avvicinarci».

Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno accusato il governo di anteporre i rapporti economici con l’Egitto e gli interessi energetici al diritto internazionale. Matteo Renzi ha rivolto critiche a Tajani, mentre Elly Schlein ha affermato che la responsabilità del regime di Al Sisi non può più essere negata e ha chiesto all’esecutivo di garantire l’applicazione della sentenza.

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