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Energia, l’Europa cerca una via: il vertice senza svolte

A Bruxelles i leader discutono di prezzi, competitività, Ucraina e migrazioni, ma il Consiglio europeo dovrebbe limitarsi a preparare decisioni future.

Il caro energia rischia di dominare il Consiglio europeo convocato a Bruxelles, in un momento in cui diversi governi devono fare i conti con il malcontento interno e con elezioni politiche ormai vicine. Il vertice, distribuito insolitamente su due giornate, nasce però senza aspettative di accordi immediati: l’obiettivo sarà soprattutto orientare i lavori dei prossimi mesi.

La riunione affronterà un’agenda molto ampia, dalla competitività ai rapporti con la Cina, passando per il bilancio pluriennale dell’Unione, l’Ucraina, la sicurezza, il Medio Oriente e i flussi migratori. I capi di Stato e di governo saranno chiamati a confrontarsi su dossier rilevanti, ma il risultato più probabile sarà l’indicazione di una direzione comune, non l’approvazione di misure definitive.

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Il caro energia resta il nodo politico

La discussione sui prezzi dell’energia sarà incentrata soprattutto sugli interventi a breve termine. Tra le ipotesi già avanzate dalla Commissione europea figurano il rinvio di alcune norme sul metano e una revisione temporanea delle regole sugli aiuti di Stato, mentre molti governi attendono ulteriori proposte per proteggere industria e competitività.

Il malcontento degli Stati membri è evidente. Una fonte diplomatica ha descritto la situazione come una fase di forte frustrazione, sostenendo che finora non siano state elaborate risposte adeguate: «Non abbiamo l’impressione che si stia facendo molto». Sul tavolo resta anche il sistema europeo di formazione del prezzo dell’elettricità, legato al costo marginale e spesso al gas, un meccanismo già criticato in passato da Mario Draghi.

Le eventuali iniziative dovranno comunque superare il vincolo dell’unanimità. Per questo il confronto potrebbe allargarsi alla flessibilità dei bilanci, richiesta formalmente da Italia e Grecia. Giorgia Meloni ha già fatto sapere che intende sollevare il tema, anche se non compare formalmente tra i punti dell’ordine del giorno.


L’Italia chiede spazio sui conti

Roma sostiene di voler ottenere margini aggiuntivi restando dentro le regole già in vigore. La Commissione ha ricordato che l’inflazione elevata può essere considerata nella valutazione dei conti pubblici, mentre alcuni governi frenano sull’ipotesi di modificare il Patto di stabilità, entrato in vigore da poco.

Da Bruxelles arrivano valutazioni positive sugli sforzi italiani per uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo, soprattutto considerando la debole crescita del Paese. Allo stesso tempo, una fonte diplomatica ha escluso, in termini generali, che questo sia il momento di rendere più elastiche le regole, anche alla luce delle tensioni sui mercati obbligazionari.


Competitività e confronto con Pechino

Il primo capitolo dei lavori sarà dedicato alla competitività e all’attuazione dell’agenda per un mercato europeo più integrato. I leader prenderanno atto dell’intesa raggiunta in sede di Consiglio sul pacchetto per l’integrazione e la supervisione dei mercati, collegato all’Unione del risparmio e degli investimenti.

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Il compromesso, tuttavia, lascia fuori dalla vigilanza unica dell’Esma due importanti piazze finanziarie, Francoforte e Madrid. La commissaria ai Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque ha espresso pubblicamente il proprio disappunto per un accordo giudicato poco ambizioso, mentre a Bruxelles si sottolinea il progresso compiuto: «Le cose stanno andando avanti».

Durante il pranzo sarà affrontato il tema degli squilibri macroeconomici, formula con cui si indicano soprattutto le relazioni commerciali tra Unione europea e Cina. Dopo le missioni a Pechino del commissario al Commercio Maros Sefcovic, i governi dovranno valutare sia il proseguimento del dialogo sia il possibile rafforzamento degli strumenti a disposizione dell’Unione.


Ucraina, sicurezza e migrazioni

La seconda giornata si aprirà con l’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, seguito dal confronto tra i Ventisette sugli ultimi sviluppi della guerra. In seguito, l’agenda prevede una discussione su difesa e sicurezza, anche in relazione all’aumento degli attacchi ibridi attribuiti alla Russia.

Nel corso della stessa giornata saranno esaminati anche il Medio Oriente e le migrazioni. Prima dell’avvio dei lavori, Meloni co-presiederà una riunione degli Amici della Coesione; il giorno successivo, insieme a Danimarca e Paesi Bassi, promuoverà invece un incontro informale sulle soluzioni per i rimpatri in Paesi terzi, modello già seguito dall’Italia con i centri in Albania.

La Francia non prenderà parte a quell’iniziativa. Parigi ritiene di non poter adottare strutture analoghe per ragioni costituzionali e teme che il proprio sistema possa diventare più attrattivo per i migranti rispetto a quello degli altri Stati membri.

Al termine del vertice sono previste le conferenze stampa dei presidenti del Consiglio europeo e della Commissione, Antonio Costa e Ursula von der Leyen. Il calendario si chiuderà quindi senza la prospettiva di un’intesa risolutiva sui dossier principali, ma con l’indicazione dei passaggi necessari per eventuali decisioni future.

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