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Energia, l’Europa cerca una via d’uscita: il nodo del vertice

Il Consiglio europeo si riunisce per due giorni tra caro energia, competitività, Ucraina, migrazioni e rapporti con la Cina, ma senza decisioni immediate attese.

Il caro energia rischia di dominare il Consiglio europeo, anche se sul tavolo ci sono Ucraina, difesa, migrazioni, competitività e rapporti con la Cina. I leader dei Ventisette si riuniscono a Bruxelles per una sessione insolitamente lunga, distribuita su due giornate, ma il vertice dovrebbe servire soprattutto a preparare decisioni future: secondo fonti diplomatiche, non sono attesi provvedimenti conclusivi sui principali dossier.

La pressione politica sul tema dei prezzi resta alta in vista delle elezioni che coinvolgeranno diversi Paesi membri, a partire dalla Spagna di Pedro Sanchez il prossimo mese. Gli Stati chiedono alla Commissione europea nuove proposte per proteggere industria e competitività, mentre rimane irrisolto il meccanismo che lega il prezzo dell’elettricità a quello marginale, spesso determinato dal gas.

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Il nodo energia resta irrisolto

La discussione sui costi energetici dovrebbe concentrarsi inizialmente sugli interventi di breve periodo. Ursula von der Leyen ha già indicato alcune possibili misure, tra cui il rinvio di disposizioni del regolamento sul metano e una revisione delle norme temporanee sugli aiuti di Stato. A Bruxelles, tuttavia, si ritiene che i leader solleciteranno ulteriori iniziative, pur senza aspettarsi una soluzione immediata a una crisi complessa.

Il malcontento tra gli Stati è evidente. Una fonte diplomatica ha parlato di frustrazione per la mancanza di progressi e ha osservato: «Abbiamo la sensazione che non importi a nessuno, per essere franchi: nessuno produce idee». Il confronto potrebbe includere anche la flessibilità di bilancio richiesta da Italia e Grecia, sebbene il tema non figuri formalmente nell’ordine del giorno.

Giorgia Meloni ha già annunciato l’intenzione di sollevare la questione. L’Italia chiede margini aggiuntivi all’interno delle regole già in vigore, mentre alcuni governi ritengono prematuro modificare il patto di stabilità, entrato da poco nella sua nuova fase. La Commissione ha comunque ricordato che l’inflazione elevata può essere considerata nella valutazione dei conti pubblici.


Il vertice punta sulla competitività

I lavori si apriranno con la competitività e con un bilancio sull’attuazione dell’agenda per un mercato europeo più integrato, definita dopo il vertice di Alden-Biesen, nelle Fiandre. Al centro ci sarà anche l’accordo raggiunto dagli Stati sul pacchetto dedicato all’integrazione e alla vigilanza dei mercati, considerato un tassello dell’Unione del risparmio e degli investimenti.

Il compromesso, però, lascia fuori dalla supervisione unica dell’Esma due importanti piazze finanziarie, Francoforte e Madrid. La commissaria ai Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque ha espresso insoddisfazione per il livello di ambizione dell’intesa, mentre un alto funzionario europeo ha preferito sottolineare che il negoziato rappresenta comunque un passo avanti.

Durante il pranzo, l’attenzione si sposterà sugli squilibri macroeconomici globali, formula con cui si fa riferimento soprattutto ai rapporti tra Unione europea e Cina. Le missioni a Pechino del commissario al Commercio Maros Sefcovic hanno riaperto il dialogo, ma i leader dovrebbero valutare anche un rafforzamento degli strumenti europei di tutela economica.

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Ucraina, difesa e migrazioni nel secondo giorno

La seconda giornata sarà dedicata innanzitutto all’Ucraina. Volodymyr Zelensky illustrerà ai leader gli ultimi sviluppi, seguito da un confronto tra i governi europei. In seguito saranno affrontati sicurezza e difesa, con particolare attenzione all’aumento degli attacchi ibridi attribuiti, con diversi gradi di certezza, alla Russia.

Nel programma figurano poi il Medio Oriente e, durante il pranzo, le migrazioni. La riunione si chiuderà con una conferenza stampa di Antonio Costa e Ursula von der Leyen, presidenti rispettivamente del Consiglio europeo e della Commissione europea. La sera precedente, invece, i leader discuteranno dell’allargamento dell’Unione e delle riforme necessarie per accogliere nuovi membri.

Prima dell’avvio dei lavori, Meloni co-ospiterà l’incontro degli Amici della Coesione. Il giorno successivo, insieme a Danimarca e Paesi Bassi, promuoverà una riunione informale sulle soluzioni innovative in materia migratoria, compresa l’ipotesi di centri per i rimpatri in Paesi terzi, sul modello dei centri realizzati dall’Italia in Albania.

La Francia non parteciperà all’incontro. Il suo ordinamento costituzionale, secondo quanto riferito, non consentirebbe di adottare quel modello; Parigi teme inoltre che una simile differenza renda il Paese più attrattivo per i migranti rispetto agli altri Stati membri.


Un’agenda lunga senza svolte immediate

I prevertici dei principali gruppi politici europei precederanno la riunione: Ppe, Pse e Renew si incontreranno nella prima mattinata, mentre i Patrioti si sono già riuniti nella sede del Vlaams Belang a Bruxelles. Gli arrivi dei capi di Stato e di governo sono previsti dalle 8.30, con l’inizio formale del Consiglio alle 10.

Nel pomeriggio i leader esamineranno il quadro finanziario pluriennale dell’Unione per il periodo 2028-2034, seguito da una conferenza stampa. La presenza di numerosi dossier rende il vertice particolarmente articolato, ma il risultato più probabile sarà un orientamento politico destinato a preparare i negoziati successivi, non l’approvazione di misure definitive.

Sul rapporto con Pechino, intanto, l’obiettivo indicato dai funzionari europei è mantenere aperto il dialogo e, contemporaneamente, verificare se gli strumenti già disponibili debbano essere potenziati. Secondo una fonte diplomatica, la strategia del confronto «sta producendo risultati», ma resta da capire quali nuove iniziative i governi saranno disposti a sostenere all’unanimità.

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