Energia e Ucraina, l’Europa cerca una strada ma evita le svolte
Il Consiglio europeo del 14 e 15 ottobre riunisce i leader su competitività, prezzi, sicurezza e migrazioni, ma senza attendersi decisioni immediate.
Il tema più sensibile per molti governi sarà il costo dell’energia, mentre sullo sfondo restano le elezioni imminenti in alcuni Paesi, a partire dalla Spagna di Pedro Sanchez. Il Consiglio europeo del 14 e 15 ottobre si presenta con un’agenda molto ampia, ma a Bruxelles prevale la cautela: l’obiettivo sarà soprattutto preparare il terreno per decisioni future, non chiudere subito i dossier aperti.
La riunione, insolitamente articolata su due giornate, affronterà anche competitività, rapporti con la Cina, bilancio pluriennale, Ucraina, difesa, Medio Oriente e migrazioni. Una fonte diplomatica europea ha descritto il vertice come particolare proprio perché, nonostante la rilevanza dei temi, non sono previste svolte concrete nell’immediato.
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Il caro energia mette tutti d’accordo
La discussione sui prezzi dell’elettricità dovrebbe concentrarsi sugli interventi a breve termine. Ursula von der Leyen ha già indicato alcune possibili iniziative, tra cui il rinvio di parti delle norme sul metano e una revisione temporanea delle regole sugli aiuti di Stato. I capi di governo potrebbero chiedere alla Commissione europea ulteriori proposte, soprattutto per proteggere l’industria e la sua capacità di competere.
Il malcontento, tuttavia, è evidente. Un diplomatico ha parlato di una situazione “frustrante” e della sensazione che sul caro energia non si stia facendo abbastanza. Tra le ipotesi destinate a riemergere c’è anche una maggiore flessibilità dei bilanci, richiesta formalmente da Italia e Grecia. Giorgia Meloni ha già fatto sapere che intende sollevare la questione, pur non essendo inserita ufficialmente nell’ordine del giorno.
La richiesta italiana riguarda un margine di manovra all’interno delle regole attuali, non una sospensione del patto di stabilità. Da un lato, una fonte diplomatica ha riconosciuto gli sforzi compiuti da Roma per uscire dalla procedura per deficit eccessivo; dall’altro, ha escluso che questo sia il momento di rendere più elastiche norme appena entrate in vigore, anche alla luce delle tensioni sui mercati obbligazionari.
Il nodo strutturale resta il sistema con cui viene determinato il prezzo dell’elettricità nell’Unione, basato sul costo marginale e spesso legato a quello del gas. È un meccanismo che continua a generare distorsioni e che era stato indicato più volte come problematico anche da Mario Draghi durante il suo mandato da presidente del Consiglio.
Competitività, il compromesso non basta
I leader inizieranno i lavori dalla competitività, facendo il punto sul programma per un mercato europeo più integrato definito dopo il vertice di Alden-Biesen, nelle Fiandre. Al centro ci sarà anche l’intesa raggiunta in sede europea sul Pacchetto per l’integrazione e la vigilanza dei mercati, considerato un tassello dell’Unione dei risparmi e degli investimenti.
A Bruxelles si sottolinea che il negoziato ha prodotto un risultato, ma l’accordo lascia fuori dalla vigilanza unica dell’Esma due importanti piazze finanziarie: Francoforte e Madrid. Maria Luis Albuquerque, commissaria ai Servizi finanziari, ha espresso pubblicamente il proprio disappunto per un compromesso ritenuto poco ambizioso.
Durante il pranzo i leader passeranno agli squilibri macroeconomici, formula con cui si fa riferimento soprattutto ai rapporti tra Unione europea e Cina. La missione a Pechino del commissario al Commercio Maros Sefcovic ha contribuito a mantenere aperto il dialogo, mentre alcuni governi spingono per rafforzare gli strumenti a disposizione dell’Unione.
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L’ipotesi è che il Consiglio chieda di elaborare nuovi strumenti, seguendo una linea sostenuta anche da Friedrich Merz ed Emmanuel Macron. Secondo un alto funzionario europeo, il confronto con Pechino sta producendo risultati, ma dovrà essere intensificato.
Bilancio e allargamento restano aperti
Nel pomeriggio del primo giorno sarà affrontato il Quadro finanziario pluriennale relativo al periodo 2028-2034. Dopo la discussione è prevista una conferenza stampa, mentre la cena sarà dedicata all’allargamento dell’Unione e alle riforme necessarie per consentire l’ingresso di nuovi membri.
La presidenza del Consiglio europeo, guidata da Antonio Costa, ha predisposto un programma più lungo del consueto: l’inizio è fissato alle 10 del 14 ottobre, con l’arrivo dei leader dalle 8.30, e la conclusione è prevista il giorno successivo. Ai lavori iniziali parteciperà anche Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo.
Prima del vertice si riuniscono i principali partiti e gruppi europei. Il Partito popolare europeo, il Partito socialista europeo e Renew si incontreranno nella mattinata del 15 ottobre, mentre i Patrioti si sono già riuniti nella sede del Vlaams Belang a Bruxelles.
Ucraina, difesa e migrazioni
La seconda giornata si aprirà con l’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, chiamato a riferire sugli ultimi sviluppi del conflitto. Dopo il suo intervento, i Ventisette discuteranno di difesa e sicurezza, con particolare attenzione all’aumento degli attacchi ibridi attribuiti con probabile o certa responsabilità alla Russia.
Nello stesso giorno saranno esaminati anche la situazione in Medio Oriente e il dossier migratorio. La riunione si chiuderà con una conferenza stampa di Antonio Costa e Ursula von der Leyen.
Giorgia Meloni, prima dell’avvio dei lavori, co-presiederà l’incontro degli Amici della Coesione. Il 15 ottobre, insieme a Danimarca e Paesi Bassi, organizzerà inoltre un confronto informale sulle soluzioni innovative per i rimpatri, compresa la possibilità di collocare centri in Paesi terzi, seguendo il modello avviato dall’Italia in Albania.
La Francia non parteciperà all’incontro. Secondo la ricostruzione diplomatica, Parigi considera impraticabile quel modello per ragioni costituzionali e teme che la propria posizione possa renderla più attrattiva rispetto agli altri Stati membri agli occhi dei migranti.
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