Energia cara e crescita lenta: l’allarme di Assolombarda per l’industria
Alvise Biffi chiede più investimenti, capitale e politiche industriali per rafforzare la competitività italiana ed europea, mentre l’intelligenza artificiale accelera nelle imprese.
Il costo dell’energia continua a frenare la competitività dell’industria italiana e il problema, secondo Alvise Biffi, riguarda ormai l’intera Europa. Il presidente di Assolombarda ha chiesto condizioni più favorevoli per accompagnare gli investimenti, sostenere la trasformazione tecnologica e rendere più solida la crescita.
Biffi ha parlato a Milano, il 12 ottobre, durante l’assemblea dell’associazione. Nel suo intervento ha richiamato anche il prossimo confronto europeo sul bilancio dell’Unione per il periodo 2028-2034, sottolineando che le risorse destinate alla competitività non dovranno essere sacrificate.
Energia e bilancio europeo sono decisivi
«L’Europa non può restare una potenza industriale con prezzi dell’energia strutturalmente troppo alti», ha affermato Biffi, ricordando che per alimentare la nuova trasformazione industriale servono forniture energetiche accessibili. A suo giudizio, l’Italia parte da una posizione di svantaggio, ma la questione ha ormai assunto una dimensione continentale.
Il presidente di Assolombarda ha poi indicato una priorità in vista della discussione sul bilancio europeo: competitività e coesione devono procedere insieme. L’industria ha bisogno di risorse per innovazione, tecnologia e capacità produttiva, mentre nuovi fondi europei, ha avvertito, non dovrebbero tradursi in ulteriori costi per le imprese.
Più strumenti per finanziare la crescita
Per Biffi il credito bancario rimane essenziale, soprattutto in un sistema composto in larga misura da piccole e medie aziende specializzate. Tuttavia, operazioni come acquisizioni, espansioni internazionali o il passaggio di una tecnologia alla produzione su larga scala richiedono anche capitale di rischio.
L’associazione propone quindi di ampliare il ricorso a investitori istituzionali, fondi di investimento, capitale per le nuove imprese, debito privato e quotazioni. A livello europeo, ha osservato Biffi, esiste un’ampia disponibilità di risparmio, ma una quota insufficiente raggiunge le attività produttive e una parte significativa viene investita fuori dall’Europa.
Secondo il presidente, occorre accelerare la costruzione di un mercato europeo dei capitali più integrato e capace di indirizzare le risorse verso l’economia reale. Nel frattempo, però, le imprese non possono rinviare i propri piani industriali in attesa che questo processo si completi.
Intelligenza artificiale, il salto è già iniziato
L’indagine realizzata con il Politecnico di Milano ha coinvolto 700 aziende dei territori di Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia. I dati mostrano che il 49% delle imprese dispone già di progetti attivi sull’intelligenza artificiale, mentre un ulteriore 18% prevede di adottarla a breve; alla fine del 2024 la quota era inferiore al 20%.
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La diffusione varia in base alla dimensione: l’adozione riguarda il 40% delle microimprese, il 41% delle piccole, il 48% delle medie e il 79% delle grandi aziende. Le nuove imprese innovative arrivano però al 77%, quasi allo stesso livello delle realtà maggiori, mentre l’anno precedente le grandi imprese erano al 39% e le piccole e medie aziende al 15%.
Biffi considera l’intelligenza artificiale una possibilità concreta per l’Italia, grazie alla sua base manifatturiera e alla presenza di filiere altamente specializzate. Nei territori rappresentati da Assolombarda, la concentrazione industriale si combina con un ecosistema dell’innovazione sviluppato e con competenze capaci di collegare produzione, tecnologia e servizi.
Casa e competenze al centro
La disponibilità di alloggi è stata indicata come una condizione sempre più importante per attirare e conservare lavoratori qualificati. Per quasi un giovane su due il problema abitativo condiziona le scelte di studio o di lavoro; inoltre, quattro giovani su dieci hanno rinunciato negli ultimi tre anni ad almeno un’opportunità formativa o professionale a causa della distanza o delle difficoltà di trasferimento.
Biffi ha giudicato positiva la scelta del Governo di predisporre un Piano Casa nazionale e ha avanzato una proposta rivolta alle imprese. L’idea prevede la piena deducibilità dei canoni di locazione sostenuti per i dipendenti e un regime fiscale più favorevole per i lavoratori: la misura avrebbe un costo stimato di 551 milioni di euro l’anno a regime e potrebbe coinvolgere oltre 280 mila persone in Italia.
Una crescita sopra l’1% non basta
Nel corso dell’assemblea, Biffi ha spiegato che l’economia italiana dovrebbe crescere quest’anno oltre l’1%, con un risultato migliore delle previsioni iniziali nonostante l’incertezza del quadro generale. Ha però definito insufficiente questo ritmo, perché gli Stati Uniti, i Paesi del Mercosur e gli Emirati Arabi Uniti avanzano a velocità doppia.
«Crescere è una necessità per il nostro Paese», ha detto il presidente di Assolombarda, richiamando il tema scelto per l’assemblea, “Rising Industry”. La sua conclusione è che il sistema produttivo non debba accontentarsi dei segnali positivi, ma debba poter contare su banche più disponibili a sostenere progetti solidi e su risorse pubbliche capaci di attrarre investimenti privati attraverso garanzie e strumenti di riduzione del rischio.
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