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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Emigrazione, Dell'Utri al Mei: la memoria italiana guarda al futuro

Il sottosegretario agli Esteri ha visitato a Genova il museo dedicato alle migrazioni italiane, accompagnato dai vertici della Fondazione e della struttura.

Il Museo nazionale dell'Emigrazione italiana di Genova si propone come un ponte tra la storia delle partenze e il rapporto, ancora attuale, tra l'Italia e le comunità italiane presenti nel mondo. È in questo contesto che si è svolta la visita di Massimo Dell'Utri, sottosegretario di Stato al ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con delega alle politiche per gli italiani nel mondo.


Una memoria ancora attuale

Dell'Utri ha percorso gli spazi del Mei insieme a Paolo Masini, presidente della Fondazione Mei, e a Pierangelo Campodonico, direttore del museo. L'itinerario multimediale raccoglie documenti, immagini e testimonianze che raccontano la varietà dell'esperienza migratoria italiana e il legame mantenuto nel tempo con le proprie origini.

A margine della visita, il sottosegretario ha sottolineato il ruolo della rete dei musei dell'emigrazione nella trasmissione della memoria. "La rete dei musei dell'emigrazione rappresenta un patrimonio importante per riscoprire e valorizzare le radici della nostra storia e mantenere vivo il legame con le comunità italiane nel mondo", ha dichiarato Dell'Utri, spiegando che luoghi come il Mei possono avvicinare le nuove generazioni a vicende capaci di parlare anche all'Italia contemporanea.


Il Mei rafforza i suoi legami

Per Masini, l'incontro ha riconosciuto il lavoro svolto dal museo in Italia e all'estero fin dalla sua apertura. Il presidente della Fondazione ha inoltre indicato nella visita una possibile premessa per iniziative condivise e per un racconto dell'emigrazione in grado di collegare persone, comunità e storie sviluppatesi nei cinque continenti.

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Simona Ferro, vicepresidente di Regione Liguria con delega alla Cultura e Spettacolo, ha definito la presenza del sottosegretario un riconoscimento significativo per il Mei. Ha ricordato che le vicende custodite dal museo comprendono partenze, sacrifici, coraggio e costruzione di nuove comunità, elementi che rendono l'emigrazione un patrimonio tuttora vivo.


Genova dentro la storia migratoria

Il legame tra la città e questo capitolo della storia italiana è stato richiamato anche da Giacomo Montanari, assessore alla Cultura del Comune di Genova. Dal porto genovese partirono milioni di persone, ciascuna con aspettative, legami familiari e progetti di vita differenti.

Secondo Montanari, il Mei restituisce a quelle esperienze una dimensione umana e culturale accessibile anche ai più giovani. Il museo diventa così uno spazio in cui le vicende individuali dell'emigrazione vengono rilette come parte della storia collettiva e del rapporto tra Genova, l'Italia e le comunità italiane nel mondo.

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