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Attualità 2 min di lettura30 set

Emergenze, l’Europa cambia rete: il salto al 5G entro il 2030

Bruxelles prepara una piattaforma comune per collegare soccorritori, forze dell’ordine e protezione civile, con piena operatività prevista nel 2036.

Forze dell’ordine, vigili del fuoco, protezione civile e soccorritori sanitari potranno utilizzare una piattaforma comune estesa a tutta l’Unione europea e ai Paesi associati allo spazio Schengen. Gli Stati avranno anche la facoltà di includere altri utenti, comprese le forze armate.


Una rete comune per i soccorsi

Il progetto punta a superare l’attuale frammentazione delle comunicazioni nazionali, che rende difficile lo scambio diretto tra i servizi di emergenza dei diversi Paesi. La nuova infrastruttura dovrebbe consentire di condividere dati, indicazioni operative e aggiornamenti in tempo reale anche durante interventi oltre frontiera.

L’uso della rete sarebbe previsto in scenari molto diversi: incendi, alluvioni e altre calamità naturali, ma anche attacchi terroristici, minacce informatiche e situazioni legate alla presenza di droni. La tecnologia scelta sarà a banda larga e potrà appoggiarsi, quando necessario, anche ai collegamenti satellitari.


Il calendario del passaggio al 5G

La Commissione europea ha indicato il 2030 come termine per collegare almeno 12 Stati membri nella prima fase. La piena entrata in funzione del sistema è invece fissata al 2036, mentre alcuni governi potrebbero aderire in anticipo rispetto alla tabella di marcia generale.

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Un progetto pilota è già partito e coinvolge quattro gruppi industriali europei. L’obiettivo dichiarato da Bruxelles è sviluppare una soluzione continentale, riducendo il ricorso a tecnologie provenienti dall’esterno dell’Europa.


Più coordinamento contro i rischi

Il piano è stato presentato dalla Commissione europea mercoledì 30 settembre e prevede anche un centro dedicato al controllo delle minacce informatiche. La struttura dovrebbe aiutare i Paesi membri a coordinare le rispettive risposte in caso di attacchi cibernetici.

«Vogliamo garantire che i nostri primi soccorritori dispongano degli strumenti necessari per condividere dati fondamentali, coordinare le istruzioni in tempo reale e operare insieme oltre i confini», ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente della Commissione europea. Magnus Brunner, commissario agli affari interni, ha sottolineato che la rete sarà «per l’Europa e fatta in Europa», dopo il lavoro condotto con alcune aziende del continente.

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