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Attualità 3 min di lettura4 ore fa

Elkann sfida l’Italia: così il talento può conquistare il mondo

Alle OGR di Torino, il presidente di Vento indica nell’intelligenza artificiale una svolta storica e punta su oltre mille nuove imprese nel prossimo decennio.

La vera partita, per le aziende italiane, non si gioca soltanto nel mercato nazionale. Secondo John Elkann, una realtà nata in Italia deve puntare rapidamente alla dimensione internazionale, trasformando competenze, creatività e capacità industriale in prodotti capaci di misurarsi ovunque.

«Se tu riesci dall’Italia a costruire una realtà imprenditoriale, questa realtà deve misurarsi con il mondo», ha detto Elkann durante l’apertura di Wave by Vento alle OGR di Torino. Il presidente di Vento ha indicato Bending Spoons come esempio di impresa cresciuta oltre i confini italiani, anche attraverso acquisizioni e sviluppo interno.


Competere insieme per crescere

Per Elkann, il modello da replicare è quello dei distretti italiani dove rivalità e collaborazione convivono. Ha richiamato i poli dell’automobile sportiva in Emilia-Romagna e dell’arredamento in Brianza: aziende concorrenti, ma inserite in ecosistemi capaci di condividere competenze e alimentare l’eccellenza.

«Da una parte tu competi e dall’altra tu collabori», ha spiegato. Questa combinazione, a suo giudizio, può sostenere anche la crescita delle imprese tecnologiche e portare nel mondo prodotti italiani in cui precisione tecnica e qualità estetica procedono insieme.


L’intelligenza artificiale è appena iniziata

La riflessione di Elkann si è poi allargata alla trasformazione provocata dall’intelligenza artificiale. Il presidente di Vento ha paragonato l’attuale fase alla scoperta del fuoco: l’umanità deve ancora capire come governare uno strumento potentissimo senza lasciarsi travolgere dai suoi effetti.

L’invito, quindi, è a non concentrarsi soltanto sulle attività che potrebbero scomparire. «Siamo agli inizi», ha sottolineato Elkann, sostenendo che la curiosità debba prevalere sulla paura e che l’attenzione vada rivolta soprattutto alle possibilità oggi difficili perfino da immaginare.

Tra gli esempi citati c’è Wayve, startup attiva nella guida autonoma. Per Elkann, sistemi di questo tipo dimostrano come l’IA possa rendere realizzabili applicazioni che fino a poco tempo fa sembravano fuori portata.


Un fenomeno destinato a unire i Paesi

Il paragone con il fuoco serve anche a descrivere una tecnologia destinata a diffondersi in aree diverse del pianeta. Elkann non immagina un futuro rigidamente separato tra Stati Uniti, Cina e Sud globale, ma una progressiva convergenza nell’uso di uno strumento che, come accadde con il fuoco, appartiene all’intera umanità.

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Le applicazioni possono seguire due direzioni: migliorare ciò che già esiste oppure affrontare problemi ancora irrisolti. Gli ambiti indicati comprendono la salute e lo spazio, settori nei quali l’intelligenza artificiale potrebbe aprire percorsi di ricerca oggi non disponibili.


Vento punta sul talento italiano

In questo scenario, l’Italia può contare su una grande disponibilità di competenze. Elkann ha ricordato che, nel corso dei dieci anni di attività di Vento, italiani e italiane hanno mostrato capacità rilevanti sia nel Paese sia all’estero.

La difficoltà, in passato, consisteva spesso nel trovare nello stesso gruppo solide competenze tecniche e una sufficiente audacia imprenditoriale. La nuova generazione di fondatori, invece, appare più incline a unire professionalità differenti e a creare imprese insieme, anche grazie a programmi pensati per favorire relazioni e collaborazioni.


Dieci anni per moltiplicare le imprese

I numeri indicati durante l’incontro raccontano la crescita dell’ecosistema nazionale delle startup: in un decennio, il suo valore è passato da 5 a 60 miliardi di euro. Nello stesso periodo Vento ha accompagnato la nascita di 220 società, che oggi rappresentano tremila posti di lavoro e circa 3 miliardi di euro di valore di mercato, pari al 5% del totale italiano.

Per il prossimo decennio l’obiettivo è ancora più ambizioso: contribuire alla nascita di oltre mille nuove imprese. Le risorse saranno indirizzate soprattutto verso conoscenze e comparti ancora da costruire, nella convinzione che la disponibilità di capitale arrivi quando si creano opportunità concrete.

L’orizzonte non riguarda soltanto Torino, pur descritta da Elkann come una città storicamente orientata al futuro. Il progetto guarda all’intero Paese e alla capacità delle sue imprese di trasformare il talento in iniziative competitive su scala globale.

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