Dubai e il rischio globale diventato parte della normalità
L’esperienza di un attacco missilistico mostra come un rischio noto possa diventare parte della normalità economica internazionale.
A fine febbraio 2026, missili lanciati dall’Iran verso obiettivi negli Emirati Arabi Uniti furono intercettati dai sistemi di difesa. A Dubai, l’allarme arrivò mentre la città continuava a vivere quasi senza interruzioni.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
L’attacco e la vita quotidiana
L’esplosione si avvertì a distanza, durante una cena sulla terrazza di un albergo. Poco dopo, gli avvisi sui telefoni invitavano a raggiungere i rifugi; intanto le luci del Burj Khalifa restavano accese e i locali sul lungomare continuavano a essere affollati.
Anche nel Golfo il traffico marittimo non si fermò. Le navi che trasportavano petrolio, gas e altre merci proseguirono la rotta verso porti destinati a rifornire i mercati internazionali. La macchina economica rimase in funzione non perché il pericolo fosse ignorato, ma perché era stato assorbito nelle procedure abituali.
Quando il pericolo diventa familiare
Un rischio improvviso tende a produrre una reazione immediata: se irrompe senza preavviso, viene riconosciuto e affrontato. Il problema cambia quando la minaccia rimane presente abbastanza a lungo da trasformarsi in una componente ordinaria dell’ambiente.
Secondo questa lettura, l’assuefazione non coincide necessariamente con la negligenza. Nei mercati e nella vita quotidiana, ciò che viene osservato, quantificato e inserito nei modelli può finire per perdere la sua urgenza, anche se continua a essere concreto.
Dubai tra commercio e geopolitica
La città sorge a circa 200 chilometri dallo Stretto di Hormuz, passaggio decisivo per una parte consistente del petrolio mondiale. L’area è inoltre attraversata da tensioni capaci di modificare periodicamente gli assetti politici ed economici della regione.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Nonostante questa collocazione, negli ultimi vent’anni Dubai ha attirato capitali e patrimoni internazionali. La città è diventata una sede importante per uffici di gestione patrimoniale, fondi sovrani e investitori privati alla ricerca di continuità operativa, trasformando la sua esposizione geografica in una variabile ordinaria del sistema.
Il Dragone Nero di Calef
Nel libro “Il Dragone Nero”, Giacomo Calef contrappone questo meccanismo al concetto di Cigno Nero elaborato da Nassim Nicholas Taleb. Il Cigno Nero indica un avvenimento imprevedibile che i modelli non riescono a cogliere e che, dopo essersi verificato, viene spesso presentato come facilmente spiegabile.
Il Dragone Nero rappresenta invece un pericolo evidente, discusso e analizzato, ma talmente abituale da non provocare più una risposta proporzionata. Calef lo descrive come “la miccia in salotto”: qualcosa di riconoscibile e ingombrante, che tuttavia viene trattato come parte dell’arredamento.
L’autore presenta il volume come un percorso di domande e distinzioni, non come una raccolta di previsioni. “Il Dragone Nero” è pubblicato da Paesi edizioni, ha 192 pagine e costa 18 euro.
Continua a leggere
Janones cerca un fronte globale per fermare la destra radicale
Il deputato brasiliano potrebbe affiancare Pedro Sánchez nella campagna per le elezioni spagnole del 29 novembre
Kast mantiene Rabat al governo dopo le pene ridotte
L'opposizione ha avviato la procedura contro il ministro, mentre il presidente parla di fallimento dello Stato
Usa e Israele, ipotesi di nuovi attacchi all’Iran
Washington prepara difese e piani militari, mentre la guerra supera i 47 miliardi di dollari alla vigilia del voto
Gas nazionale, il Nord Adriatico resta fermo da trent’anni
L’area più promettente resta bloccata dagli anni Novanta; intanto Regno Unito e Norvegia aumentano la produzione nel Nord Europa