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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Droni, due centri europei apriranno in Lettonia e Olanda

I poli pilota del programma Decoder uniranno ricerca, industria e operatori per sviluppare anche sistemi anti-drone

L’Unione europea istituirà due poli tecnologici dedicati ai droni: uno sorgerà in Lettonia e l’altro nei Paesi Bassi. I centri saranno realizzati rispettivamente a Selonia, in un’area militare lettone, e a Scheveningen.

L’iniziativa nasce anche dalle lezioni maturate durante la guerra in Ucraina. «L’esperienza ucraina sul campo di battaglia può aiutarci a innovare più rapidamente e a rafforzare le nostre capacità», ha detto il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis durante un incontro sulla difesa organizzato dalla Nato a Riga.

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Le lezioni arrivate dall’Ucraina

Secondo Dombrovskis, l’impiego dei droni è diventato un elemento centrale nelle operazioni militari ucraine e nella resistenza all’invasione russa. Per sfruttare queste competenze, l’Unione europea ha avviato l’Alleanza Ue-Ucraina sui droni, che riunisce imprese dei due Paesi con l’obiettivo di sviluppare e fabbricare apparecchi e sistemi per contrastarli.

Il commissario ha indicato nella collaborazione tra i futuri poli europei e i centri Nato per l’innovazione una possibilità di coordinare meglio le attività. L’obiettivo è limitare le duplicazioni, rendere compatibili le tecnologie e aumentare l’efficacia degli investimenti comuni.


Le funzioni dei due hub

Il centro di Selonia si occuperà di droni terrestri e aerei, oltre che degli strumenti destinati a individuarli e neutralizzarli. La struttura olandese, invece, sarà rivolta alla sicurezza marittima e alle attività nei fondali. «Ambiti diversi, ma con un obiettivo comune: accelerare sviluppo, sperimentazione e impiego di soluzioni efficaci», ha spiegato Dombrovskis.

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I due poli rappresentano i progetti pilota di Decoder, acronimo di Drone and Counter-Drone European Resolve, inserito tra i primi cinque progetti europei di interesse comune per la difesa. La sede lettone sarà collocata nel Nato Innovation Range, rafforzando i collegamenti tra Unione europea e Alleanza atlantica.


Una rete europea più ampia

Il piano prevede che le due strutture mettano in relazione competenze nazionali, aziende e utilizzatori operativi. In questo modo, le tecnologie dovrebbero passare più rapidamente dalla ricerca alla sperimentazione e poi all’impiego sul campo.

Per Dombrovskis, Decoder aiuterà i Paesi europei a potenziare droni e sistemi di contrasto, colmando alcune carenze nelle capacità disponibili e sostenendo l’industria della difesa. Il progetto rientra nel Programma per l’industria europea della difesa.

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