Droghe, 92 nuove minacce e 9.641 accessi: il dato sui minori
Il rapporto SIPaD fotografa l’evoluzione dei consumi: aumentano le emergenze, le sostanze sintetiche difficili da riconoscere e i decessi.
Nel 2025 il sistema italiano di allerta ha rilevato 92 sostanze psicoattive mai segnalate prima. Molecole sintetiche dagli effetti ancora poco conosciuti si aggiungono a cocaina, oppioidi e alle altre droghe già presenti, complicando sia l’identificazione dei rischi sia la risposta dei servizi sanitari.
L’impatto si vede anche nei Pronto soccorso: gli accessi collegati all’assunzione di droghe sono arrivati a 9.641, con un incremento del 15% rispetto al 2024. A fronte di questa crescita, il Servizio sanitario nazionale deve fare i conti con una carenza di personale che, secondo Fondazione GIMBE, sfiora i 1.900 professionisti rispetto agli standard necessari.
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Emergenze più numerose e complesse
Il rapporto della Società italiana patologie da dipendenza segnala che quasi un paziente su due giunto in emergenza presentava una psicosi indotta dalle sostanze. Più di un ricovero su dieci si è reso necessario dopo la valutazione in Pronto soccorso, mentre il 17% delle persone è stato trasferito in terapia intensiva.
Particolarmente allarmante è l’età di una parte degli assistiti: il 10% degli accessi ha riguardato minorenni. Claudio Leonardi, presidente della SIPaD, ha sottolineato nel rapporto che tra i giovani si riscontra con frequenza crescente la combinazione tra consumo di più sostanze e condotte pericolose: «Tra i giovani osserviamo sempre più spesso la sovrapposizione di sostanze e comportamenti a rischio».
Le nuove molecole mettono alla prova le cure
La comparsa di 92 nuove sostanze amplia un mercato già composto da droghe tradizionali e rende più difficile prevedere gli effetti delle assunzioni. Per molte di queste molecole, infatti, le conseguenze sull’organismo non sono ancora documentate in modo completo e il riconoscimento può risultare complesso.
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Questa trasformazione obbliga i servizi dedicati alle dipendenze e le strutture ospedaliere ad aggiornare strumenti e competenze. Il problema si inserisce però in un sistema già sotto pressione per la mancanza di operatori, con il rischio di rendere più difficile una presa in carico tempestiva delle persone coinvolte.
Il bilancio dei decessi peggiora
Anche i dati sulla mortalità confermano l’aggravarsi del quadro. Nel 2025 le morti attribuite al consumo di droga sono state 249, contro le 231 dell’anno precedente: l’aumento è del 7,8%.
La cocaina è collegata al 33% dei decessi. Considerando invece la quota più ampia degli episodi letali, il peso maggiore viene ricondotto agli oppiacei e agli oppioidi, sostanze che continuano quindi a rappresentare uno dei principali fattori di rischio.
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