Dopo Putin, chi può raccogliere il potere dei “siloviki
Servizi, apparati repressivi e famiglie del regime potrebbero pesare sulla futura successione: Igor’ Krasnov emerge come possibile figura di raccordo.
La futura successione di Vladimir Putin potrebbe dipendere soprattutto dagli apparati che controllano sicurezza, intelligence e repressione. In questo scenario, gli uomini più influenti non sarebbero necessariamente i volti più visibili del potere, ma i rappresentanti del gruppo dei “siloviki”, espressione russa usata per indicare chi proviene dalle strutture della forza.
Il peso degli apparati di sicurezza
Questa élite tiene sotto controllo una parte decisiva dello Stato e, proprio per questo, potrebbe far valere il proprio peso quando si aprirà la partita sul dopo Putin. Il suo ruolo non riguarda soltanto la gestione dell’ordine interno: comprende anche la capacità di condizionare gli equilibri politici e istituzionali.
Tra i nomi associati a questo ambiente figura Igor’ Krasnov. La sua posizione viene presentata come possibile punto d’incontro tra generazioni diverse: da un lato l’eredità dei dirigenti della sicurezza formatisi nell’epoca sovietica, dall’altro gli esponenti emersi nel sistema costruito negli anni del putinismo.
Una successione anche dinastica
Il futuro del potere russo potrebbe inoltre essere influenzato dalla continuità familiare. Nel gruppo dei potenziali successori compaiono infatti rampolli del regime, oltre a figli e nipoti di figure provenienti dagli apparati coercitivi, spesso promossi all’interno delle strutture dello Stato.
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Questa componente rafforza l’idea di un sistema non fondato soltanto su carriere individuali o fedeltà politiche, ma anche su legami dinastici. In tale quadro, i candidati alla successione possono appartenere a famiglie già inserite nei centri decisionali e beneficiare di una rete di rapporti costruita nel tempo.
Il dopo Putin resta aperto
La presenza di più gruppi e generazioni rende incerto l’esito della transizione. I “siloviki” dispongono di strumenti particolarmente forti, ma il loro peso dovrà misurarsi con le altre componenti del sistema di potere russo.
Per questo Igor’ Krasnov viene indicato come una figura da osservare: non ancora un successore designato, ma un possibile collegamento tra la vecchia classe della sicurezza e i nuovi eredi del regime. La successione, dunque, resta una prospettiva aperta, dentro un sistema in cui apparati e famiglie possono intrecciare le proprie ambizioni.
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