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Attualità 1 min di lettura3 ore fa

Dopo le due dosi, Christa Pike parla: resta incerta la prognosi

La detenuta del Tennessee è vigile in ospedale dopo il fallimento dell’iniezione letale, ma ha riportato gravi danni alle braccia e affronta una lunga ripresa

Christa Pike è vigile e riesce a parlare dal letto dell’ospedale dove è stata ricoverata dopo il fallito tentativo di esecuzione in Tennessee. La detenuta, sottoposta a cure intensive, avrebbe mostrato un miglioramento nonostante le gravi conseguenze fisiche della procedura.


La detenuta resta sotto osservazione

A riferire le nuove condizioni della donna sono stati i suoi avvocati, che hanno diffuso una nota martedì. «Contro ogni aspettativa, Christa Pike è cosciente, parla e continua a ricevere cure mediche intensive», hanno scritto i legali.

La prognosi non è ancora definita. Secondo la difesa, il recupero potrebbe richiedere molto tempo e le lesioni alle braccia restano tra gli effetti più gravi riportati dalla detenuta. Pike, inoltre, sarebbe ancora immobilizzata al letto e tenuta ammanettata durante il ricovero.


Un’esecuzione interrotta dopo due dosi

La condanna a morte era stata eseguita con la somministrazione di due dosi di pentobarbital da parte delle autorità del Tennessee. La procedura, tuttavia, non ha portato alla morte della detenuta, che è stata poi caricata su un’ambulanza e trasferita in ospedale dal carcere di Nashville mercoledì scorso.

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I suoi avvocati hanno definito la sopravvivenza un evento eccezionale sotto il profilo medico. «La sua ripresa è senza precedenti dal punto di vista medico. La prognosi resta incerta ma, come minimo, ci aspettiamo una lunga convalescenza», hanno affermato.


Il ringraziamento ai soccorritori

La difesa ha rivolto un ringraziamento agli operatori intervenuti e agli specialisti che stanno seguendo Pike. I legali hanno sottolineato che il personale dell’ospedale le ha garantito assistenza e rispetto durante il trattamento.

«Ha trattato Christa come un essere umano e le ha fornito cure eccezionali», hanno dichiarato gli avvocati riferendosi all’équipe sanitaria. La donna rimane comunque ricoverata e le sue condizioni continuano a essere monitorate.

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