322notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 2 min di lettura23 min fa

Dopo i cortei, 60 perquisizioni in 23 città

Digos e Polizia Postale hanno cercato persone accusate di aver sostenuto la violenza online durante le manifestazioni

Sessanta perquisizioni sono state eseguite in 23 città dopo le tensioni registrate durante lo sciopero generale di venerdì. Le operazioni sono state condotte da Digos e Polizia Postale.

Offerta del giorno31 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 61 giorni
********


Gli accertamenti sulle chat

Secondo la polizia, gli interventi hanno riguardato persone sospettate di avere incitato alla violenza attraverso conversazioni private e piattaforme social. Le verifiche investigative non si sono ancora concluse.

La mobilitazione contro carovita, guerra e riarmo aveva coinvolto circa 60 città. L’Unione Sindacale di Base ha parlato di oltre un milione di partecipanti, con circa 100 mila presenze a Roma; il Viminale ha invece stimato più di 255 mila persone sull’intero territorio nazionale.


Le tensioni nella Capitale

Gli episodi più gravi si sono verificati a Roma. Al termine del corteo, alcuni manifestanti hanno provato a dirigersi verso Montecitorio e altri luoghi istituzionali. Ci sono stati lanci di pietre, cartelli stradali e petardi contro gli agenti, che hanno utilizzato cariche, lacrimogeni e idranti nei pressi del Colosseo, lungo il Tevere e a Testaccio.

Otto persone sono state fermate e circa 350 identificate. Tra le ipotesi di reato valutate figura anche il blocco stradale. In serata, un gruppo ha tentato di avvicinarsi al ministero dell’Istruzione. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito le aggressioni “un attacco all’intera comunità” e ha difeso la gestione dell’ordine pubblico, assicurando che saranno individuati i responsabili.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Feriti e disagi nelle altre città

Scontri e momenti di confronto si sono verificati anche a Torino, Mestre e Vicenza. A Mestre sette agenti sono rimasti feriti mentre cercavano di impedire il superamento di uno sbarramento; a Vicenza quattro poliziotti sono stati colpiti durante il tentativo di bloccare la tangenziale di Ponte Alto. Tre manifestanti sono stati accompagnati in ospedale, uno per una lesione alla testa.

A Torino le tensioni sono proseguite anche dopo la fine ufficiale del corteo. A Milano, invece, studenti e lavoratori hanno occupato per circa un’ora e mezza la tangenziale Est, vicino a Lambrate, senza scontri diretti con le forze dell’ordine. A Bologna il passaggio dei manifestanti in via Stalingrado è stato preceduto da uova e bottiglie lanciate contro lo sbarramento, ma la situazione non è degenerata.

A Genova il corteo ha raggiunto piazza De Ferrari senza incidenti rilevanti, con la partecipazione anche dei lavoratori portuali contrari al traffico di armi. Nessun episodio di rilievo è stato segnalato neppure a Napoli, dove la manifestazione si è conclusa in piazza del Plebiscito. Nel bilancio fornito dal sindacato di polizia Coisp risultano undici poliziotti e due carabinieri feriti; uno degli agenti dovrà essere operato alla mano.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere