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Attualità 3 min di lettura53 min fa

Germania, la Generazione Z prepara cortei in 32 città

I giovani chiedono più investimenti, contestano il riarmo e temono infiltrazioni durante le manifestazioni di Halloween.

In Germania sono stati annunciati cortei della Generazione Z in 32 città per il 31 ottobre 2026.

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Sicurezza e timori per le infiltrazioni

La coincidenza con Halloween preoccupa il sindacato tedesco della polizia, chiamato a gestire anche il divieto di manifestare con il volto coperto. Gli organizzatori hanno chiesto ai partecipanti di non nascondere i lineamenti, nemmeno attraverso i costumi.

Marc Henrichmann, esponente della CDU e presidente dell’organismo del Bundestag che controlla i servizi segreti, teme possibili presenze dell’estremismo di sinistra. «La rete dell’estremismo di sinistra è internazionale e coordinata», ha affermato all’Handelsblatt.

A Stoccarda è comparso un manifesto non riconducibile a “GZr”, raffigurante una persona con il passamontagna. Una fonte del Ministero degli Interni ha riferito all’AFP che l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione sta osservando con maggiore attenzione siti e canali social per individuare eventuali appelli alla violenza.


Dubbi sulla regia delle proteste

La mobilitazione ha inoltre perso il proprio portavoce federale: il ventunenne Gianni Matheja si è dimesso, secondo quanto riportato dalla Süddeutsche Zeitung. L’episodio ha alimentato interrogativi sulla struttura interna dell’iniziativa.

“GZr”, sigla di “Gen Z regelt”, si presenta come un raggruppamento indipendente, senza legami partitici e aperto ai giovani. Il movimento esclude razzismo, incitamento all’odio, simboli ostili all’ordine costituzionale ed esponenti estremisti.

Il sito dell’organizzazione offre indicazioni da seguire in caso di arresto e consente donazioni anonime. La raccolta avrebbe raggiunto quasi 12 mila euro, secondo la Berliner Morgenpost. La stessa testata ha riferito di una modifica dei dati legali del sito e di un precedente recapito presso Akteno, società che mette a disposizione indirizzi per le notifiche giudiziarie.

Come responsabile del sito figura il diciottenne Akram Selo, domiciliato presso una società svizzera di Altendorf. Il portale utilizza inoltre come simbolo uno scoiattolo con una ghianda.


Le richieste dei manifestanti

Il movimento denuncia la riduzione delle risorse destinate a istruzione, servizi sociali, cultura e sanità. Tra gli esempi citati figurano la chiusura di centri per le dipendenze rivolti a adolescenti e giovani e le difficoltà crescenti nell’ottenere un percorso di psicoterapia.

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Nel documento programmatico, “GZr” collega il malessere anche all’aumento del costo della vita, alla pressione fiscale e alla povertà. I giovani contestano inoltre gli investimenti nel riarmo, l’ampliamento dei sistemi di sorveglianza e il rinvio delle politiche contro il cambiamento climatico.

Tra gli obiettivi dei cortei compaiono un sistema scolastico più efficiente, condizioni economiche sostenibili, nuovi interventi per il clima e il rifiuto di un possibile ritorno del servizio militare obbligatorio. Lo slogan scelto è «Senza di noi il futuro non va avanti!».


Scuole e università in difficoltà

Una parte delle proteste riguarda lo stato degli edifici scolastici e universitari, oltre alle lezioni cancellate per la mancanza di docenti. A Berlino, le tre principali università hanno quantificato in 1,2 miliardi di euro il fabbisogno della Humboldt-Universität, in 1,7 miliardi quello della Freie Universität e in 2,4 miliardi quello della Technische Universität.

Quest’ultima ha dovuto chiudere da alcuni mesi l’edificio principale a causa di un guasto all’impianto antincendio. Una lettera indirizzata al governo federale per sollecitare interventi ha raccolto più di 30.000 firme in un giorno, tra cui quelle di Ricarda Lang, dei Verdi, e Heidi Reichinnek, capogruppo della Linke.

«Gli affitti esplodono, i prezzi salgono e molti giovani, arrivati a fine mese, non sanno più come andare avanti», ha scritto Reichinnek. La deputata ha aggiunto che chi protesta pacificamente viene trattato come una minaccia, mentre il presidente dei Verdi Felix Banaszak ha invitato a non attribuire sospetti generalizzati ai partecipanti e a rispondere alle loro richieste sul piano politico.


Le città coinvolte

Secondo “GZr”, oltre 154 mila persone avrebbero annunciato la propria presenza. I gruppi locali attivi su Telegram hanno però diffuso stime molto più contenute, come ha rilevato la Berliner Morgenpost.

A Colonia, Francoforte, Berlino, Amburgo e Monaco l’iniziativa è gestita direttamente dalla sigla nazionale. Nelle altre 27 città l’organizzazione è affidata a gruppi del territorio, senza una regia unica chiaramente identificata.

La Conferenza federale degli studenti ha preso le distanze dalla mobilitazione e ha programmato un appuntamento autonomo a Berlino per il 20 novembre. Alla manifestazione dovrebbero unirsi insegnanti e altre realtà giovanili.

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