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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Doncic trascina i Lakers, ma l’attacco resta un dubbio

Trentasei punti di media e bilancio 4-1: Morant si ferma, Miami fatica con Giannis in Florida

Luka Doncic ha iniziato la stagione NBA con 36 punti di media, guidando i Lakers a quattro vittorie nelle prime cinque gare. A Los Angeles, però, il rendimento offensivo della squadra solleva interrogativi.

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Doncic segna, i Lakers attendono

Lo sloveno continua a costruire punti in ogni modo: può partire da fermo, superare il difensore con una finta oppure ricorrere al tiro all’indietro dopo essersi portato la palla dietro la schiena. La sua capacità di trovare il canestro anche quando l’azione sembra bloccata lo ha portato, per media realizzativa in carriera, alle spalle soltanto di Michael Jordan e Wilt Chamberlain.

Al momento Doncic è il miglior realizzatore della lega e il pubblico dello Staples Center accompagna ogni sua tripla con un boato. Senza più LeBron James a reclamare il pallone, Austin Reaves è il principale compagno incaricato di creare gioco, mentre gli altri ricevono spesso soltanto palloni di ritorno dopo le iniziative del numero sloveno.

Il record di 4-1 è arrivato contro Golden State, Clippers e Utah, tra le altre, ma la difesa occupa appena il diciassettesimo posto per efficienza. In attacco, invece, gran parte delle azioni nasce dall’isolamento di Doncic: se non tira subito, arrivano blocchi e passaggi consegnati per rimetterlo al centro dell’azione.

La soluzione può bastare durante la stagione regolare, ma lascia aperto il dubbio sulla tenuta contro avversari di alto livello. Il sistema coinvolge poco i compagni, produce pochi tiri semplici e tende a lasciare a Reaves o Kessler soltanto le conclusioni costruite negli ultimi secondi.


Morant, stop dopo l’avvio

Ja Morant si è fermato nella partita persa contro la sua ex squadra, Memphis, a causa di un problema al bicipite femorale. Le valutazioni sulle conseguenze dell’infortunio non erano ancora disponibili. Il suo stop si aggiunge a quelli di Jalen Williams, Anthony Edwards, Kawhi Leonard e Paolo Banchero, tutti alle prese con problemi fisici di diversa entità.

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Il rendimento del nuovo regista di Portland era stato finora lontano dagli standard mostrati ai tempi dei Grizzlies. Damian Lillard e Deni Avdija hanno ridotto il suo peso nella costruzione offensiva: Morant continua a poter accendere una partita con una penetrazione, una conclusione acrobatica o una schiacciata, ma non sta agendo da prima opzione.

Prima dell’uscita dal campo viaggiava a circa 14 punti e meno di 6 assist per gara. Il dato più incoraggiante riguarda il tiro da tre, superiore al 40%, anche se il campione di partite è ancora limitato.


Giannis e le difficoltà di Miami

L’avvio di Giannis Antetokounmpo a Miami è stato positivo sul piano individuale, con 27,6 punti, 11,2 rimbalzi e 4,6 assist di media, oltre al 57% circa dal campo. Quando attacca il ferro resta difficile da contenere per potenza e rapidità, soprattutto nei cambi di direzione vicino al canestro.

La squadra, tuttavia, è in fondo alla Eastern Conference. L’intesa tra il greco e Bam Adebayo deve ancora trovare spazi adeguati, mentre Miami dispone di pochi tiratori capaci di allargare la difesa. Klay Thompson non sembra più il giocatore di un tempo e gli Heat sono ventunesimi per efficienza offensiva e venticinquesimi per quella difensiva.

Anche la percentuale da tre punti colloca Miami al ventunesimo posto. Il calendario lascia tempo per correggere il rendimento, ma con questi numeri le possibilità di puntare a un grande risultato restano per ora molto ridotte.

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