Domande sul Pnrr, querela a un pensionato: raccolti 640 euro per difenderlo
Achille Moneta aveva chiesto chiarimenti sui 10,3 milioni destinati a Villa Clerici: Mantovani lo ha querelato, ma la Procura ha proposto l’archiviazione.
Achille Moneta ha 72 anni, vive da quasi cinquant’anni a Castelletto, frazione di Cuggiono, e ora dovrà affrontare un procedimento dopo avere pubblicato su Facebook alcune domande sull’impiego di 10,3 milioni di euro del Pnrr. I fondi sono destinati alla trasformazione di Villa Clerici in una residenza universitaria privata da 330 posti letto.
A querelarlo per diffamazione è stato Mario Mantovani, eurodeputato di Fratelli d’Italia, sindaco di Arconate ed ex vicepresidente della Regione Lombardia. La Procura di Busto Arsizio ha chiesto di archiviare il caso, ma Mantovani si è opposto: l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari è fissata per il 3 dicembre. Nel frattempo, una raccolta fondi avviata per sostenere le spese legali del pensionato ha raggiunto quota 640 euro, grazie a numerosi contributi di piccolo importo.
Douglas
-20% su tanti prodotti da Douglas
Le domande sui fondi e sulla villa
Nei due interventi pubblicati sui social, Moneta ha chiesto chiarimenti sul costo delle camere, sui collegamenti tra Castelletto e gli atenei e sulla destinazione dell’edificio una volta concluso il periodo di vincolo previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il pensionato si è interrogato anche sull’impatto dell’intervento per la comunità locale e sul possibile aumento del valore dell’immobile dopo i lavori.
Un altro punto riguardava il coinvolgimento di Mario Mantovani. Il progetto è promosso da Sodalitas, cooperativa sociale fondata dall’eurodeputato nel 1990, quando ne assunse anche la presidenza, prima di lasciare successivamente gli incarichi societari. Secondo la visura camerale oggi il presidente è Lorenzo Pobbiati, la vicepresidente è Angela Gorla e il consigliere è Simone Zorzi; il nome di Mantovani non compare tra gli amministratori.
Proprio la presenza di elementi pubblici sul progetto ha spinto Moneta a rivendicare il diritto di porre interrogativi. In uno dei post si chiedeva: «Al termine dei lavori, il valore dello storico immobile sarà molto maggiore, indipendentemente dal successo o meno del progetto di studentato: chi ne trarrà giovamento, dato che si tratta anche di soldi pubblici, di soldi nostri?».
Il nodo del ruolo di Mantovani
Mantovani sostiene di essere stato associato senza motivo alla cooperativa e all’iniziativa, dalle quali si dichiara estraneo. Moneta, dal canto suo, ha spiegato di sentirsi preoccupato per il peso economico e personale della vicenda, ma di ritenere necessario difendere la possibilità per ogni cittadino di chiedere conto dell’uso delle risorse pubbliche.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
A rendere più articolata la questione sono i rapporti del politico con il progetto, pur in assenza di cariche nella cooperativa. Vittorio Mantovani, figlio dell’eurodeputato, ha presentato pubblicamente lo studentato, illustrandone caratteristiche, prezzi e prospettive. Ha inoltre detto che il recupero della villa come struttura per studenti rappresentava un sogno del padre, pur non figurando tra gli amministratori di Sodalitas.
Un ruolo di Mario Mantovani emerge anche nei contatti con il Comune di Cuggiono. In una nota del 22 aprile 2026, l’amministrazione ha riferito di avere incontrato i promotori, i progettisti e l’eurodeputato, ricevendo in quella sede una presentazione dell’intervento. L’ex sindaco Giovanni Cucchetti ha aggiunto che Mantovani si sarebbe presentato personalmente insieme all’ingegnere Luigi Paolino e che, in precedenza, avrebbe contattato il Comune per verificare l’orientamento sull’operazione.
Il processo e la solidarietà
Moneta ha collegato al progetto anche la visita del ministro Tommaso Foti a Cuggiono, avvenuta nel maggio 2026 durante la campagna elettorale. In quel passaggio aveva ipotizzato che l’incontro potesse rappresentare anche un’occasione per osservare l’impiego dei fondi Pnrr assegnati a Sodalitas.
Il pensionato ha riassunto così la contestazione ricevuta: «Avrei pubblicato due post diffamatori su Facebook, nei quali parlavo di finanziamenti pubblici per oltre 10 milioni di euro ad iniziative private». Ha riconosciuto di non avere familiarità con i tribunali e di temere lo stress del procedimento, ma ha scelto di non lasciare che il confronto restasse soltanto tra lui e il politico.
Da qui è nata la raccolta fondi destinata alle spese legali, pensata come una forma di sostegno collettivo per chi ritiene di dover poter criticare e chiedere spiegazioni anche quando sono coinvolte figure istituzionali. La decisione sulla querela spetterà ora al giudice, chiamato a valutare l’opposizione alla richiesta di archiviazione.
Continua a leggere
Netanyahu, l’appello di Trump prima del voto: «Guerriero eccezionale»
Mentre da Gaza arrivano notizie di nuove vittime, il presidente statunitense rilancia il sostegno al premier israeliano alla vigilia delle urne.
Milano, fermato il volto della protesta: l’accusa è di terrorismo
Youssef Siher, amministratore di una pagina e di una chat seguite da migliaia di persone, è accusato di aver preparato nuove violenze per il 24 ottobre 2026.
Caso Pfas, Peruffo assolto: il “cassetto” non fu diffamazione
Il Tribunale di Belluno ha chiuso il procedimento contro l’ex portavoce No Pfas, che aveva accusato la Regione Veneto di aver ritardato la diffusione di documenti sanitari.
Treni veloci, America ferma: il caso che spiega il ritardo
Il fallimento di Brightline riapre il confronto con il resto del mondo, mentre negli Stati Uniti l’alta velocità resta confinata a pochi tratti.