Treni veloci, America ferma: il caso che spiega il ritardo
Il fallimento di Brightline riapre il confronto con il resto del mondo, mentre negli Stati Uniti l’alta velocità resta confinata a pochi tratti.
Il progetto di Brightline per collegare Las Vegas e Los Angeles con convogli capaci di arrivare a 320 km/h non decollerà: la società ha dichiarato bancarotta il mese scorso, dopo non essere riuscita a generare entrate sufficienti per coprire i debiti. L’azienda continua così a operare soltanto in Florida.
Il suo caso riassume le difficoltà che frenano la ferrovia statunitense. Nel Paese esistono treni più rapidi, ma nessuna rete passeggeri paragonabile a quelle sviluppate in Giappone, Europa o Marocco.
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Il salto di velocità resta incompiuto
Brightline gestisce il collegamento tra Miami e Orlando con mezzi che possono toccare i 201 km/h. La velocità massima, però, viene raggiunta soltanto lungo un segmento di 61 km, mentre il resto del tragitto si svolge a ritmi inferiori.
Anche il NextGen Acela di Amtrak, operativo da appena un mese, offre prestazioni superiori alla media nazionale: può arrivare a 257 km/h. Il limite è simile, perché questa punta viene mantenuta solo per brevi porzioni del percorso e non rappresenta la velocità abituale dell’intera linea.
Perché gli Stati Uniti hanno frenato
Per capire il divario bisogna guardare alle scelte compiute negli ultimi decenni. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, le risorse pubbliche furono indirizzate soprattutto verso la rete autostradale interstatale e il trasporto aereo, considerati strumenti essenziali per sostenere la crescita del Paese e lo spostamento di persone e merci.
Su queste decisioni pesarono anche gli interessi dell’industria automobilistica, del comparto petrolifero e delle imprese edili. La loro pressione politica favorì l’ampliamento di strade e infrastrutture aeroportuali, lasciando in secondo piano i collegamenti ferroviari ad alta velocità.
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La geografia favorisce l’aereo
Le distanze tra molte città americane rendono inoltre difficile competere con gli aerei. In un territorio così esteso, il treno può risultare conveniente soprattutto su collegamenti regionali o su tratte di media lunghezza, mentre per gli spostamenti più lontani il trasporto aereo conserva un vantaggio rilevante.
A livello internazionale, la definizione più diffusa considera ad alta velocità i treni capaci di raggiungere almeno 240 km/h. Negli Stati Uniti sono pochissimi i servizi passeggeri che arrivano a questa soglia, e quando accade la percorrenza a tali ritmi riguarda soltanto segmenti limitati.
Una frenata iniziata mezzo secolo fa
Le ferrovie statunitensi avevano rappresentato l’immagine di una nazione in espansione, capace di avanzare verso nuove frontiere. Circa 50 anni fa, tuttavia, quella spinta ha perso vigore proprio mentre altri Paesi iniziavano a costruire sistemi ferroviari rapidi e capillari.
Il risultato è un’eccezione nel panorama mondiale: l’America dispone di alcune soluzioni più moderne, ma non di una vera rete nazionale ad alta velocità. Per chi sceglie il treno al di fuori della Florida, gli spostamenti continueranno quindi a essere caratterizzati da tempi lunghi e velocità contenute.
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