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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Dolomiti prese d’assalto anche in autunno: la spinta arriva dall’Asia

Temperature miti, programmi televisivi e sfide sui social stanno allungando la stagione turistica e concentrando i visitatori nei luoghi più fotografati.

Le Dolomiti continuano ad attirare visitatori anche lontano dai mesi di punta. Mentre l’estate è terminata e la neve non ha ancora ricoperto le cime, sentieri e vallate fanno registrare presenze elevate, sostenute dal clima mite e dalla popolarità dei contenuti dedicati ai paesaggi autunnali.

A spingere soprattutto gli arrivi dall’Asia è la crescente esposizione del territorio sugli schermi. In Corea del Sud, secondo Kim HyunJin, esperto di turismo residente in Europa, molti viaggiatori stanno cercando alternative alle città italiane più frequentate, come Roma, Venezia e Milano.


La televisione cambia le rotte

La continua programmazione di trasmissioni e contenuti digitali sulle Dolomiti ha contribuito a trasformare l’area altoatesina in una destinazione molto ambita. «A fare da volano sono i media asiatici», ha spiegato l’esperto, sottolineando il ruolo decisivo della visibilità televisiva.

La notorietà, però, non si distribuisce in modo uniforme. I visitatori tendono a concentrarsi nei punti già diventati celebri grazie a serie, immagini e video, con il rischio di trasformare scorci naturali e piccoli luoghi di culto in scenari per fotografie e riprese.


La gara per il luogo inesplorato

Accanto alla ricerca delle mete più note si è sviluppata una competizione sulle piattaforme digitali. L’obiettivo, ha osservato Kim HyunJin, è arrivare prima degli altri in località ancora poco conosciute e pubblicare materiali esclusivi: «È la corsa a esplorare per primi destinazioni ancora poco note per mostrare contenuti esclusivi».

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Questa dinamica contribuisce a distribuire gli arrivi anche in autunno, ma non elimina il sovraffollamento. Piuttosto, può spostarlo verso singoli punti di interesse, che diventano rapidamente nuovi riferimenti per il turismo fotografico.


I luoghi simbolo sono già sotto pressione

Il lago di Braies è uno degli esempi più evidenti. La sua fama, accresciuta dalla fiction italiana “A un passo dal cielo”, ha portato all’introduzione del numero chiuso durante l’estate del 2022.

Un provvedimento analogo, seppure con modalità diverse, riguarda il monte Seceda. Dopo essere comparso nel 2023 durante la presentazione dell’iPhone 15, il sito ha visto installare un tornello per regolare l’accesso e contenere le code.

Nel frattempo l’attenzione si è spostata sulla chiesetta di San Giacomo a Ranui, in val di Funes. Il piccolo edificio è diventato l’ultimo luogo delle Dolomiti a essere preso d’assalto dalla crescente domanda di immagini e contenuti dedicati a scenari ancora percepiti come insoliti.

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