Dolomiti, l’onda asiatica cambia il turismo: il nodo delle valli sovraffollate
Coreani, cinesi, giapponesi e taiwanesi sono ormai il quarto gruppo di visitatori in Alto Adige, attratti dalle immagini virali di Seceda e Val di Funes.
Le Dolomiti stanno vivendo una trasformazione profonda nei flussi turistici: sempre più visitatori provenienti dall’Asia scelgono l’Alto Adige, spesso organizzando il soggiorno con largo anticipo e concentrandosi sulle località più fotografate. Il risultato è una pressione crescente su alcune valli, mentre gli operatori cercano un modo per distribuire meglio le presenze.
Nel 2025 la provincia ha superato quota 38,2 milioni di pernottamenti. Il dato sugli arrivi raggiunge invece 1,3 milioni nell’agosto 2026, a conferma di una crescita che sta modificando gli equilibri economici e organizzativi del territorio.
Douglas
-20% su tanti prodotti da Douglas
L’Asia conquista il quarto posto
Corea del Sud, Cina, Giappone e Taiwan rappresentano oggi il quarto bacino turistico dell’Alto Adige, alle spalle di Italia, Germania e Stati Uniti. La loro presenza è quindi diventata strutturale, non più un fenomeno limitato a singoli periodi dell’anno.
A spingere queste partenze sono soprattutto le immagini di Seceda e della Val di Funes, diventate molto popolari sui telefoni e sulle piattaforme digitali asiatiche. La notorietà raggiunta da questi paesaggi porta gruppi numerosi in montagna, spesso senza che siano necessarie specifiche campagne promozionali da parte delle istituzioni locali.
Poche mete assorbono troppi visitatori
Secondo Roberta Agosti, direttrice dell’Azienda di Soggiorno di Bolzano, si tratta di una tipologia di pubblico con caratteristiche diverse rispetto ai visitatori tradizionali. “È un pubblico diverso, che si ferma ancora poco e su questo dobbiamo lavorare”, ha spiegato Agosti.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
La permanenza contenuta e la forte concentrazione sulle destinazioni più note alimentano il rischio di sovraccaricare determinate aree. L’afflusso di grandi gruppi, anche a bordo di pullman, rende più complessa la gestione dei sentieri e dei servizi nelle valli maggiormente fotografate.
La sfida è distribuire i flussi
Per l’Azienda di Soggiorno di Bolzano, il prossimo obiettivo consiste nel convincere i visitatori a esplorare anche località meno conosciute. “Dobbiamo informarli anche sul resto che c’è da vedere. Il nostro territorio ha molto da offrire oltre alle mete iconiche conosciute a livello internazionale”, ha sottolineato Agosti.
La strategia punta dunque a spostare una parte delle presenze lontano dai luoghi diventati simbolo delle Dolomiti sui social. In questo modo si potrebbe alleggerire la pressione sulle valli più esposte e distribuire i benefici del turismo su una porzione più ampia dell’Alto Adige.
Continua a leggere
Serbia, dagli studenti al voto: la svolta che mette Vucic in difficoltà
La protesta nata dopo il crollo del 2024 arriva in Parlamento con 140 eletti, ma la guida del futuro governo resta tutt’altro che definita.
Siher, la Procura teme nuove mosse: chiesto il carcere
Per i pm milanesi il ricercatore avrebbe coordinato indicazioni studiate per eludere i controlli e potrebbe reiterare il reato o fuggire.
Zarathustra Style, la sfida di Fibra e Neffa alle regole del rap
Ventitré brani, nessun ospite e una produzione senza compromessi: il progetto nasce dal confronto tra due generazioni della scena italiana.
Giovani, la rabbia che nessuno vuole ascoltare
Studiare, lavorare, pagare e tacere: il futuro promesso ai giovani si è trasformato in una lunga lista di sacrifici e contraddizioni.