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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Dolomiti, l’onda asiatica cambia il turismo: il nodo delle valli sovraffollate

Coreani, cinesi, giapponesi e taiwanesi sono ormai il quarto gruppo di visitatori in Alto Adige, attratti dalle immagini virali di Seceda e Val di Funes.

Le Dolomiti stanno vivendo una trasformazione profonda nei flussi turistici: sempre più visitatori provenienti dall’Asia scelgono l’Alto Adige, spesso organizzando il soggiorno con largo anticipo e concentrandosi sulle località più fotografate. Il risultato è una pressione crescente su alcune valli, mentre gli operatori cercano un modo per distribuire meglio le presenze.

Nel 2025 la provincia ha superato quota 38,2 milioni di pernottamenti. Il dato sugli arrivi raggiunge invece 1,3 milioni nell’agosto 2026, a conferma di una crescita che sta modificando gli equilibri economici e organizzativi del territorio.

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L’Asia conquista il quarto posto

Corea del Sud, Cina, Giappone e Taiwan rappresentano oggi il quarto bacino turistico dell’Alto Adige, alle spalle di Italia, Germania e Stati Uniti. La loro presenza è quindi diventata strutturale, non più un fenomeno limitato a singoli periodi dell’anno.

A spingere queste partenze sono soprattutto le immagini di Seceda e della Val di Funes, diventate molto popolari sui telefoni e sulle piattaforme digitali asiatiche. La notorietà raggiunta da questi paesaggi porta gruppi numerosi in montagna, spesso senza che siano necessarie specifiche campagne promozionali da parte delle istituzioni locali.


Poche mete assorbono troppi visitatori

Secondo Roberta Agosti, direttrice dell’Azienda di Soggiorno di Bolzano, si tratta di una tipologia di pubblico con caratteristiche diverse rispetto ai visitatori tradizionali. “È un pubblico diverso, che si ferma ancora poco e su questo dobbiamo lavorare”, ha spiegato Agosti.

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La permanenza contenuta e la forte concentrazione sulle destinazioni più note alimentano il rischio di sovraccaricare determinate aree. L’afflusso di grandi gruppi, anche a bordo di pullman, rende più complessa la gestione dei sentieri e dei servizi nelle valli maggiormente fotografate.


La sfida è distribuire i flussi

Per l’Azienda di Soggiorno di Bolzano, il prossimo obiettivo consiste nel convincere i visitatori a esplorare anche località meno conosciute. “Dobbiamo informarli anche sul resto che c’è da vedere. Il nostro territorio ha molto da offrire oltre alle mete iconiche conosciute a livello internazionale”, ha sottolineato Agosti.

La strategia punta dunque a spostare una parte delle presenze lontano dai luoghi diventati simbolo delle Dolomiti sui social. In questo modo si potrebbe alleggerire la pressione sulle valli più esposte e distribuire i benefici del turismo su una porzione più ampia dell’Alto Adige.

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