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Attualità 2 min di lettura7 ore fa

Dodici ore di violenza, poi il 112: arrestato il compagno

La donna è arrivata in ospedale con ferite e segni sul collo: il partner è accusato di tortura dopo l’intervento dei carabinieri di Chieri

La richiesta d’aiuto al 112 ha interrotto una notte di violenze che, secondo il racconto della donna, sarebbe durata circa dodici ore. Quando è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Chieri, il 3 ottobre, aveva ancora fascette di plastica strette alle caviglie, oltre a numerose lesioni, un trauma al volto e segni compatibili con uno strangolamento.

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Dal consenso iniziale alla denuncia

Stando alla ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Chieri, l’incontro sarebbe cominciato come una pratica sessuale concordata, basata su simulazioni di costrizione definite in precedenza dalla coppia. Nel corso del rapporto, però, l’uomo avrebbe aumentato progressivamente la violenza, andando oltre i limiti stabiliti.

La donna avrebbe quindi revocato il consenso, chiedendo di fermarsi. Secondo la denuncia raccolta dagli investigatori, le condotte sarebbero proseguite comunque: percosse, tentativi di strangolamento, immobilizzazione di braccia e gambe, scariche elettriche ottenute con un apparecchio artigianale e colpi sparati con una pistola ad aria compressa. La vittima ha riferito anche di avere subito violenze sessuali nonostante il ritiro del consenso.


L’ospedale fa scattare l’intervento

Dopo le prime cure, il personale sanitario ha avvisato i carabinieri. I militari hanno raggiunto l’abitazione indicata dalla donna e vi hanno trovato il compagno mentre riordinava le stanze. L’uomo sarebbe apparso sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e avrebbe riferito di averle assunte insieme alla partner.

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All’interno della casa sono emersi ambienti in disordine, ritenuti dagli investigatori compatibili con una colluttazione. La perquisizione ha portato al sequestro di diversi oggetti: tra questi, un sistema artigianale fissato a una parete per tenere una persona sospesa per i polsi, una racchetta elettrica antizanzare modificata, una pistola a gas con numerosi proiettili e strumenti destinati a pratiche sessuali estreme, comprese catene e oggetti appuntiti.


L’accusa e la decisione del giudice

Il compagno è stato arrestato con l’ipotesi di reato di tortura. La Procura di Torino ha chiesto la convalida del provvedimento e la custodia cautelare in carcere, richiesta accolta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino.

L’inchiesta dovrà ora verificare la dinamica dei fatti e il ruolo degli oggetti sequestrati nell’abitazione. Le accuse, formulate sulla base della denuncia e degli elementi raccolti finora, dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento.

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