Dodici anni di immagini diffuse: due anni all’ex compagno, ma il danno resta
Un operaio piemontese ha condiviso foto e video intimi della compagna con circa 60 uomini usando identità false: pena sospesa e 5mila euro già versati.
La scoperta è arrivata per caso, quando la donna ha trovato nel telefono del compagno conversazioni piene di fotografie e filmati che la mostravano senza vestiti. Per dodici anni quei materiali sarebbero stati inviati ad altri uomini, fino a coinvolgere almeno 60 persone, comprese alcune conoscenti della coppia e residenti dello stesso paese.
L’uomo, un operaio piemontese di 55 anni, ha scelto il patteggiamento e dovrà scontare due anni per diffusione illecita di immagini intime e maltrattamenti. La pena è stata sospesa, ma subordinata alla partecipazione a un percorso rivolto agli uomini responsabili di violenza.
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La paura di essere riconosciuta
La donna ha raccontato di non essersi accorta della circolazione dei contenuti durante la relazione. Alcune immagini erano state realizzate dopo una richiesta del compagno, mentre altre sarebbero state registrate senza che lei ne fosse consapevole. «C’ero io nuda. Decine di foto e video intimi di me», ha riferito ai carabinieri dopo aver visto le conversazioni.
Il giorno seguente, accompagnata da un’amica, si è presentata in caserma e ha denunciato l’ex compagno. Oggi, con l’aiuto della famiglia e di professioniste, sta cercando di affrontare le conseguenze della vicenda. La possibilità di essere riconosciuta nel paese in cui vive le provoca ancora timore e, per questo, starebbe valutando un trasferimento.
Profili inventati e gruppi riservati
Secondo gli accertamenti, l’uomo avrebbe creato identità fittizie per entrare in contatto con altri utenti e formarvi gruppi nei quali far circolare il materiale. In quelle conversazioni comparivano anche commenti denigratori rivolti alla compagna. Gli investigatori sono riusciti a risalire ad almeno sessanta destinatari dei contenuti.
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Nel corso dell’interrogatorio l’imputato avrebbe ridotto la portata degli episodi, ammettendo soltanto una parte dei fatti contestati. Attualmente vive con una nuova compagna e continua a risiedere nello stesso comune della donna coinvolta nella vicenda.
Risarcimento e nuovo giudizio
Oltre alla pena sospesa, l’uomo ha versato 5mila euro alla ex compagna come risarcimento. Il riconoscimento delle attenuanti generiche, ritenute prevalenti rispetto alle aggravanti, ha contribuito alla definizione del procedimento con il patteggiamento.
La somma, tuttavia, non chiude la questione economica. L’avvocata Silvia Bregliano ha spiegato che sarà necessario avviare una causa civile per stabilire l’entità complessiva del danno. «I danni subiti ad oggi sono incalcolabili e gravi», ha dichiarato, sottolineando il peso delle sofferenze affrontate dalla donna.
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