Dna e silenzio: la battaglia di Lisa per il cognome Giusti
Lisa Maria Cetorelli sostiene di essere figlia di Gianfranco Giusti e attende il riconoscimento giudiziario, mentre racconta la rottura con Max.
Per anni Lisa Maria Cetorelli ha avuto un rapporto stretto con Max Giusti, che la presentava come sua sorella. Oggi, invece, racconta di essere stata esclusa dalla sua vita e di non riuscire più a parlare né con lui né con Gianfranco Giusti, l’uomo che considera il suo padre biologico.
Al centro della vicenda c’è un esame del DNA eseguito il 23 luglio all’Università di Tor Vergata su richiesta degli avvocati. Il referto, secondo quanto riferito da Lisa, indica una compatibilità biologica con Gianfranco Giusti. La donna attende ora che sia il tribunale a stabilire formalmente la sua identità e il diritto a portare quel cognome.
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Il rapporto spezzato con Max
Lisa sostiene che il legame con Max sia proseguito per molti anni senza essere soltanto una sua convinzione. I due si sentivano, si incontravano e lui, davanti ad altre persone, la indicava come sua sorella. Aveva conosciuto anche il figlio di Lisa, che lo chiamava zio Max, e durante la pandemia i contatti tra loro erano frequenti.
La frattura sarebbe arrivata quando Lisa ha deciso di chiedere il riconoscimento ufficiale da parte di Gianfranco. Il 18 novembre 2024, dopo mesi senza sentirsi, gli inviò un ultimo messaggio per chiedere perché dovesse pagare le conseguenze di una storia familiare non dipesa da lei. Non ricevette risposta e, in seguito, sarebbe stata bloccata sul telefono.
«Da oggi in poi promettimi che sarai mia sorella», le avrebbe detto Max quando i due si incontrarono per la prima volta, dopo un contatto nato da un mazzo di fiori spedito in teatro. Lisa racconta che quella telefonata durò tutta la notte e segnò l’inizio di un rapporto che sembrava essersi finalmente consolidato.
Una storia iniziata a Roma
La vicenda risale al quartiere Portuense, dove le famiglie abitavano nello stesso stabile. Al piano terra si trovava il negozio di giocattoli e cartoleria dei genitori di Max; Lisa viveva con la madre al piano superiore. La donna era sposata con Domenico Cetorelli, che per l’anagrafe risultava suo padre e che la crebbe come una figlia, pur avendo già tre figli.
Secondo il racconto di Lisa, Gianfranco conobbe sua madre dopo essere andato nella loro abitazione per un lavoro di montaggio. Tra i due sarebbe nata una relazione e, quando la donna rimase incinta, Domenico accettò di riconoscere la bambina. Lisa afferma di aver scoperto la verità da piccola, attraverso una rivelazione della nonna materna.
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Nonostante il segreto, Gianfranco avrebbe avuto una presenza nella sua infanzia: la accompagnava dal pediatra, la portava al mare e alle giostre. Lisa, però, sapeva anche che Max era suo fratello e desiderava incontrarlo. Il primo contatto diretto arrivò quando aveva circa vent’anni e Max si esibiva ad Assisi.
La causa per il riconoscimento
Lisa racconta di aver atteso a lungo prima di chiedere l’accertamento ufficiale. In passato Gianfranco le avrebbe suggerito di rivolgersi a un avvocato, ma successivamente avrebbe cambiato posizione, sostenendo di non poter procedere al riconoscimento.
Circa cinque anni fa Lisa incontrò Gianfranco, suo figlio e Anna, la madre di Max. Descrive quell’occasione come positiva e riferisce che, poco dopo, Max le avrebbe scritto che sua madre era rimasta molto colpita da lei. La donna pensò quindi che non vi fossero più ostacoli, ma in seguito la situazione cambiò senza che riuscisse a comprenderne il motivo.
Prima dell’esame che indica Gianfranco come padre biologico, Lisa ha fatto verificare che Domenico non fosse il suo genitore naturale. La famiglia di Max avrebbe poi chiesto un ulteriore test privato; inizialmente contraria, Lisa accettò seguendo il consiglio del proprio legale. La procedura giudiziaria è ancora aperta e il riconoscimento ufficiale non è stato ancora pronunciato.
Lisa, che oggi vive a Milano e gestisce un piccolo negozio di abiti d’epoca, racconta di sostenere da anni spese legali e accertamenti. Dice inoltre di essere seguita da uno psicologo. L’ultimo contatto con Gianfranco sarebbe avvenuto quando riuscì a telefonargli da un numero diverso dal proprio: l’anziano le disse di stare male dopo una caduta e ricordò con lei una giornata trascorsa al mare.
Poco dopo, secondo Lisa, gli avvocati di Max avrebbero chiesto al suo legale di interrompere ogni contatto con Gianfranco. «Perché mi impediscono di parlargli? Perché non lo posso vedere?», domanda la donna, che sostiene di voler soltanto ottenere il riconoscimento della propria origine e recuperare una famiglia che, per una parte della sua vita, aveva creduto di avere.
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