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Attualità 3 min di lettura17 min fa

Disinformazione, l’IA accelera: l’Europa vede le reti ma non le ferma

Nel 2025 individuati 540 episodi di interferenza straniera e 147 campagne con strumenti di intelligenza artificiale: la sfida riguarda anche le elezioni italiane del 2027.

L’Europa riconosce sempre meglio le campagne straniere che puntano a dividere l’opinione pubblica e influenzare il voto, ma fatica ancora a trasformare l’individuazione delle minacce in una risposta rapida. L’intelligenza artificiale rende il problema più complesso, perché consente di creare contenuti credibili, adattarli ai diversi Paesi e diffonderli su larga scala.

Il tema è stato discusso a Roma, all’Europa Experience David Sassoli, durante un incontro dedicato alla protezione del dibattito democratico nell’epoca della disinformazione automatizzata. Il confronto assume un rilievo particolare in vista delle elezioni politiche italiane del 2027, quando la manipolazione potrebbe agire non soltanto durante la campagna elettorale, ma in modo continuo attraverso reti digitali internazionali.

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L’intelligenza artificiale cambia la minaccia

I numeri citati nel rapporto conclusivo del progetto FIMI Defenders for Election Integrity mostrano l’ampiezza del fenomeno. Nel 2025 sono stati esaminati 540 casi di manipolazione e interferenza informativa straniera, per un totale di circa 10.500 canali e 43mila contenuti coinvolti.

Alla Russia è stato ricondotto il 29% degli episodi, mentre alla Cina il 6%. Per il restante 65% non è stata stabilita con certezza una responsabilità statale, anche se in vari casi sono emersi segnali compatibili con un coordinamento collegato a infrastrutture russe o cinesi.

L’uso dell’intelligenza artificiale è stato rilevato nel 27% delle operazioni. I casi sono passati dai 41 del 2024 ai 147 dell’anno successivo, confermando una crescita significativa degli strumenti capaci di generare, modificare e moltiplicare i messaggi destinati al pubblico.

Il progetto ha osservato le elezioni svoltesi nel 2025 in Germania, Polonia, Moldova e Repubblica Ceca, adottando criteri comuni per confrontare le campagne e il comportamento delle piattaforme. Il testo di partenza si interrompe mentre vengono illustrati i risultati relativi alla Germania.


Riconoscere non basta più

Durante l’incontro è stato sottolineato che le interferenze non si esauriscono nella pubblicazione di una singola notizia falsa. Operazioni come Doppelganger, Storm-1516, Operation Overload e la rete Pravda, chiamata anche Portal Kombat, utilizzano gruppi coordinati di siti, profili e piattaforme per rendere una narrazione sempre più visibile.

La strategia consiste nel ripetere lo stesso messaggio attraverso fonti che sembrano indipendenti. L’obiettivo non è sempre convincere immediatamente un elettore, ma creare un contesto nel quale una determinata versione dei fatti appaia conosciuta, frequente e quindi plausibile.

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La rete Pravda, individuata dall’agenzia francese VIGINUM con il nome Portal Kombat, comprende oltre duecento sottodomini dedicati a Paesi e lingue diverse. Tra il primo settembre e il 9 ottobre 2025, il solo spazio in lingua ceca ha ripubblicato più di 200mila contenuti, compresi 822 materiali riferiti alle elezioni.

Una produzione così ampia favorisce anche la presenza nei motori di ricerca e la ripresa da parte di altri siti. Con il passare del tempo, il contenuto può circolare lontano dal luogo in cui è stato pubblicato per la prima volta, rendendo più difficile ricostruirne l’origine.


La risposta deve diventare politica

Marco Lombardo, senatore di Azione, ha sostenuto che il contrasto alle interferenze non può restare confinato agli apparati di sicurezza. “È la più grave minaccia che oggi abbiamo per la sicurezza nazionale ed europea”, ha detto a margine dell’incontro, chiedendo che la consapevolezza maturata tra istituzioni, studiosi e rappresentanti diplomatici raggiunga anche il dibattito pubblico.

Secondo Lombardo, la manipolazione informativa rientra nelle strategie della guerra ibrida e deve quindi diventare una responsabilità politica condivisa, non soltanto una materia per i servizi o per il Copasir. Il senatore ha inoltre osservato che il tema rischia di mettere in difficoltà gli equilibri delle coalizioni e per questo viene affrontato con esitazione.

Nell’aprile 2025 Lombardo e Carlo Calenda hanno presentato due proposte legislative. Il disegno di legge ordinario 1473 prevede uno scudo democratico, mentre il disegno di legge costituzionale 1472 riguarda la protezione del processo elettorale. Entrambi sono stati assegnati alla commissione Affari costituzionali del Senato nel maggio 2025, ma il loro esame non è ancora iniziato.

“Occorre il coraggio di avere davvero la consapevolezza di quanto oggi siamo il ventre molle, per esempio, delle ingerenze russe”, ha aggiunto Lombardo, richiamando la necessità di un impegno trasversale e il confronto già aperto in Francia.

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