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Attualità 4 min di lettura42 min fa

Disinformazione, l’Europa scopre le trame ma non riesce a fermarle

Nel 2025 le interferenze straniere analizzate sono salite a 540 casi, mentre l’intelligenza artificiale rende più rapida e credibile la manipolazione del dibattito pubblico.

L’Europa dispone ormai di metodi per riconoscere molte campagne di interferenza straniera, ma continua a faticare quando deve trasformare le segnalazioni in contromisure efficaci. Il problema si aggrava con l’intelligenza artificiale, che permette di creare contenuti falsi più convincenti, diffonderli su larga scala e adattarli alle vulnerabilità di ogni Paese.

La questione riguarda da vicino anche l’Italia, che nel 2027 sarà chiamata alle elezioni politiche. La domanda emersa durante un confronto organizzato a Roma è come proteggere la democrazia quando la manipolazione non si concentra soltanto sulla campagna elettorale, ma opera senza interruzione attraverso reti digitali transnazionali.

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L’intelligenza artificiale accelera l’offensiva

I dati del Servizio europeo per l’azione esterna, citati nel rapporto conclusivo del progetto FIMI Defenders for Election Integrity, descrivono una crescita significativa del fenomeno. Nel 2025 sono stati esaminati 540 episodi di manipolazione e interferenza informativa straniera, collegati a circa 10.500 canali e 43mila contenuti.

Alla Russia è stato attribuito il 29% dei casi, mentre la Cina è stata indicata nel 6%. Per il restante 65% non è stato possibile stabilire con certezza una responsabilità statale, anche se in diversi episodi sono emersi segnali di coordinamento con infrastrutture riconducibili a Mosca o Pechino.

L’impiego dell’intelligenza artificiale è stato rilevato nel 27% degli episodi. I casi sono passati dai 41 del 2024 ai 147 dell’anno successivo: un aumento che mostra come le tecnologie automatiche stiano modificando gli strumenti utilizzati per esercitare pressione sulle democrazie europee.


Riconoscere la minaccia non basta

Le operazioni analizzate non coincidono con la semplice pubblicazione di una notizia falsa su un social network. Doppelganger, Storm-1516, Operation Overload e la rete Pravda, nota anche come Portal Kombat, sono sistemi strutturati che producono, replicano e amplificano messaggi tramite siti, account e piattaforme diverse.

L’obiettivo può essere meno diretto di quello di convincere un elettore con un singolo contenuto. La strategia consiste piuttosto nel creare un ambiente nel quale una stessa narrazione appare ripetuta da fonti che sembrano autonome, fino ad acquisire familiarità e un’apparente attendibilità.

Un esempio è la rete Pravda, individuata dall’agenzia francese VIGINUM con il nome di Portal Kombat. Il sistema raccoglie materiale filorusso attraverso oltre duecento sottodomini associati a Paesi e lingue differenti. Tra il primo settembre e il 9 ottobre 2025, il solo sottodominio in lingua ceca ha rilanciato più di 200mila contenuti, compresi 822 riferimenti alle elezioni.

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La produzione massiccia di materiale favorisce anche l’indicizzazione sui motori di ricerca e la successiva ripresa da parte di altri siti. In questo modo l’origine dei messaggi diventa meno visibile e intervenire sui singoli contenuti non è più sufficiente.


In Italia manca una risposta condivisa

Il confronto si è svolto all’Europa Experience David Sassoli di Roma con esponenti delle istituzioni europee, del Parlamento italiano, delle ambasciate e delle organizzazioni specializzate nel contrasto alle interferenze informative. Hanno partecipato 50 persone, tra cui 19 rappresentanti di 13 missioni diplomatiche accreditate nella capitale.

Il progetto FDEI, realizzato da dieci organizzazioni europee e internazionali, ha osservato le elezioni del 2025 in Germania, Polonia, Moldova e Repubblica Ceca applicando criteri comuni. All’iniziativa hanno contribuito, tra gli altri, la Commissione europea, il Servizio europeo per l’azione esterna, il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e diversi centri di ricerca e monitoraggio.

Per Marco Lombardo, senatore di Azione, la manipolazione informativa non può restare confinata agli apparati di sicurezza. «È la più grave minaccia che oggi abbiamo per la sicurezza nazionale ed europea», ha affermato a margine dell’incontro, chiedendo che il tema entri stabilmente nel dibattito pubblico.

Lombardo ha inoltre sostenuto che il contrasto non debba essere lasciato soltanto ai servizi e al Copasir. Insieme a Carlo Calenda ha presentato nell’aprile 2025 due proposte legislative: il disegno di legge ordinario 1473, per creare uno scudo democratico, e il disegno di legge costituzionale 1472, dedicato alla protezione del processo elettorale.

Entrambi i testi sono stati assegnati alla commissione Affari costituzionali del Senato nel maggio 2025, ma il loro esame non è ancora cominciato. Secondo Lombardo, le divisioni politiche rendono difficile una posizione comune: «In Italia questo tema rischia di far esplodere le contraddizioni nelle coalizioni, per cui non se ne parla».

Il confronto romano ha quindi messo in evidenza una distanza precisa: le istituzioni europee e gli organismi specializzati sanno individuare molte delle reti coinvolte, ma non dispongono ancora di un meccanismo abbastanza coordinato e veloce per reagire. Nel frattempo, la crescita dei contenuti generati o moltiplicati dall’intelligenza artificiale rende la difesa dell’integrità elettorale una sfida sempre più urgente.

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