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Attualità 4 min di lettura2 ore fa

Diagnostica per immagini, la sfida è capire meglio: il piano Bracco

Al Bracco Innovation Day 2026 esperti e ricercatori hanno discusso di intelligenza artificiale, prevenzione, terapie mirate e sostenibilità della sanità futura.

“La vera sfida che oggi dobbiamo affrontare con coraggio è colmare la distanza tra ciò che la scienza rende possibile e la responsabilità di raggiungere ogni paziente”. Fabio Tedoldi, responsabile della ricerca e sviluppo globale di Bracco Imaging, ha riassunto così il nodo centrale del Bracco Innovation Day 2026: far avanzare la ricerca senza perdere di vista l’accessibilità delle cure.

Secondo Tedoldi, il settore deve sviluppare strumenti diagnostici e trattamenti più precisi, ma anche confrontarsi con bisogni sanitari in crescita in ogni parte del mondo. L’innovazione, quindi, non può essere valutata soltanto sulla base delle sue potenzialità scientifiche: deve misurarsi con la capacità di produrre benefici concreti per i pazienti.


Diagnosi e cura sempre più vicine

Fulvio Renoldi Bracco, vicepresidente e amministratore delegato di Bracco Imaging, ha indicato nella convergenza tra diagnosi e terapia uno dei passaggi decisivi per il futuro del comparto. “Le tecnologie che consentono di individuare una malattia stanno diventando strumenti per selezionare il trattamento più adatto, controllarne gli effetti e, in alcuni casi, partecipare direttamente alla cura”, ha spiegato.

L’intelligenza artificiale, nella sua prospettiva, renderà più rapido questo percorso, senza sostituire il giudizio clinico. Il medico continuerà a prendere le decisioni, mentre le piattaforme tecnologiche dovranno fornire dati più solidi e tempestivi, mettendo in relazione osservazione diagnostica, scelta terapeutica e verifica dei risultati.


Un settore spinto dalla tecnologia

Il confronto si è svolto al Mind di Milano, dove il Gruppo Bracco ha riunito oltre 200 specialisti esterni e professionisti provenienti dalle proprie strutture internazionali. L’incontro ha esaminato l’impatto delle nuove tecnologie sulla prevenzione, sull’individuazione delle patologie e sull’organizzazione dei percorsi assistenziali.

Il comparto della diagnostica per immagini riflette una crescita significativa. Le stime di Mordor Intelligence indicano un valore globale superiore a 82 miliardi di dollari, destinato a salire a 102,56 miliardi entro il 2031. Ancora più marcato è l’aumento previsto per le applicazioni dell’intelligenza artificiale: da 2,5 miliardi di dollari nel 2026, secondo Grand View Research, a 20,2 miliardi nel 2033.


Prevenzione e invecchiamento

L’aumento dell’età media e la maggiore longevità stanno modificando la domanda di salute. In questo quadro diventano centrali l’identificazione anticipata dei rischi, la diagnosi precoce e la costruzione di cure adeguate a condizioni cliniche più articolate.

Diana Bracco, presidente e amministratrice delegata del Gruppo Bracco, ha sottolineato che la sanità digitale, l’intelligenza artificiale e i progressi dell’imaging stanno aprendo possibilità fino a poco tempo fa difficili da immaginare. Ha inoltre richiamato il percorso dell’azienda, fondata nel 1927 e ormai prossima al centenario, evidenziando la continuità tra crescita internazionale, innovazione tecnologica e attenzione ai propri valori.

Per Bracco, il compito dell’imaging non sarà semplicemente mostrare un numero maggiore di dettagli. Il passaggio decisivo consisterà nell’interpretare meglio le informazioni, così da riconoscere prima le situazioni di rischio e sostenere la prevenzione di precisione.

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Dalla ricerca alla pratica clinica

Il programma scientifico è stato introdotto da Bertalan Meskó, direttore del Medical Futurist Institute di Budapest, con un intervento dedicato al futuro dell’assistenza sanitaria. Tra i temi affrontati figurano la medicina predittiva, l’evoluzione del rapporto tra professionisti e pazienti e i cambiamenti culturali legati alla trasformazione digitale.

La discussione ha seguito l’intero percorso delle immagini mediche: dalla loro acquisizione all’analisi, fino all’utilizzo delle informazioni nelle decisioni cliniche. Automazione, intelligenza artificiale e infrastrutture digitali possono rendere più efficienti i flussi di lavoro, ma l’ingresso delle innovazioni negli ospedali richiede prove scientifiche, verifiche regolatorie e integrazione nei processi sanitari.

Questo vale anche per l’imaging molecolare e per le tecniche diagnostiche avanzate. Prima dell’impiego ordinario, le soluzioni devono dimostrare il proprio valore, risultare sostenibili e poter essere adottate dagli operatori senza interrompere la continuità dell’assistenza.


Investire oggi per la salute futura

Un’altra parte dell’incontro ha riguardato il rapporto tra innovazione, prevenzione e sostenibilità. Il punto è stabilire come valutare spese i cui vantaggi possono emergere soltanto dopo anni, affiancando al costo immediato l’analisi degli esiti di salute e dell’uso più efficiente delle risorse.

Le malattie oncologiche, cardiovascolari e neurodegenerative sono state indicate tra le aree che richiedono nuove priorità per ricerca, diagnosi e presa in carico. In questo scenario, la valutazione degli investimenti non può limitarsi alla dimensione economica, ma deve considerare anche la capacità di ridurre complicazioni e migliorare la qualità della vita.

Le prospettive terapeutiche hanno completato il confronto. Ultrasuoni focalizzati, terapie con radioligandi e altre modalità innovative sono state analizzate per il loro possibile impiego contro patologie ancora difficili da trattare, insieme agli ostacoli da superare per portarle nella pratica quotidiana.

L’obiettivo indicato dai partecipanti è una maggiore integrazione tra strumenti diagnostici e trattamenti, con soluzioni capaci di adattarsi meglio alle caratteristiche dei singoli pazienti. A Milano, il Gruppo Bracco ha così riunito ricerca, industria, istituzioni e mondo sanitario attorno alla trasformazione di un settore chiamato a comprendere le malattie prima e a guidare le cure con maggiore precisione.

Anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha evidenziato il ruolo della città nell’ecosistema delle scienze della vita. Università, centri di ricerca, imprese, istituzioni e strutture sanitarie, secondo Sala, possono rafforzare la sperimentazione attraverso investimenti nella formazione, nella ricerca e nello sviluppo tecnologico.

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