Diagnostica, la svolta dell’intelligenza artificiale: cosa cambia per i pazienti
Al Bracco Innovation Day 2026 esperti e ricercatori hanno discusso di prevenzione, diagnosi e terapie sempre più personalizzate, tra innovazione e sostenibilità.
La vera sfida, secondo Fabio Tedoldi, non consiste soltanto nell’ampliare ciò che la scienza rende possibile, ma nel fare in modo che le nuove soluzioni raggiungano tutte le persone che ne hanno bisogno. Il responsabile della ricerca e sviluppo globale di Bracco Imaging ha richiamato il divario tra il progresso delle tecnologie e la necessità di renderle concretamente accessibili ai pazienti.
Anche Fulvio Renoldi Bracco, vicepresidente e amministratore delegato di Bracco Imaging, ha indicato nella convergenza tra diagnosi e terapia il passaggio decisivo per il futuro del settore. «Non solo diagnosticare, ma guidare la cura attraverso la complementarità delle nostre piattaforme tecnologiche», ha spiegato, sottolineando che l’intelligenza artificiale potrà fornire dati più affidabili senza sostituire il medico nelle decisioni cliniche.
La medicina cerca risposte più precise
Questi temi sono stati al centro del Bracco Innovation Day 2026, incontro promosso dal Gruppo Bracco al Mind di Milano. L’appuntamento ha coinvolto oltre 200 tra specialisti esterni e professionisti dell’azienda, riuniti per esaminare l’impatto delle nuove tecnologie sulla prevenzione, sull’individuazione delle malattie e sui trattamenti.
La crescita del comparto conferma la portata del cambiamento. Le stime di Mordor Intelligence indicano un valore attuale superiore a 82 miliardi di dollari per la diagnostica per immagini a livello mondiale, con una previsione di 102,56 miliardi entro il 2031. Ancora più marcato è l’incremento atteso per l’intelligenza artificiale applicata al settore: dai 2,5 miliardi di dollari stimati nel 2026 da Grand View Research si potrebbe arrivare a 20,2 miliardi nel 2033.
Prevenzione e dati al centro
Durante l’incontro è stato evidenziato come l’aumento dell’età media e la maggiore longevità impongano di puntare con più decisione sulla prevenzione e sulla diagnosi tempestiva. L’obiettivo è costruire percorsi assistenziali capaci di rispondere a condizioni di salute sempre più articolate, preservando il benessere nel lungo periodo.
Diana Bracco, presidente e amministratore delegato del Gruppo Bracco, ha sostenuto che il settore debba anticipare le trasformazioni invece di limitarsi a seguirle. Nel suo intervento ha collegato la storia dell’azienda, fondata nel 1927, alla ricerca di soluzioni capaci di passare dal semplice rilevamento delle anomalie a una comprensione più profonda del rischio e delle esigenze del paziente.
Milano rafforza il suo ecosistema
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha richiamato il ruolo della città come punto d’incontro tra università, centri di ricerca, imprese, sistema sanitario e istituzioni. A suo giudizio, la collaborazione tra questi soggetti, insieme agli investimenti in formazione e sviluppo, può favorire procedure più accurate per prevenire, riconoscere e trattare le patologie.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La parte scientifica è stata aperta dall’intervento di Bertalan Meskó, direttore del Medical Futurist Institute di Budapest. Il suo contributo ha esplorato gli scenari che potrebbero modificare l’assistenza nel prossimo decennio, dalla medicina predittiva alla relazione tra professionisti sanitari e pazienti.
Dalla ricerca alle cure
Il confronto ha preso in esame l’intero percorso diagnostico: dalla raccolta delle immagini alla loro lettura, fino all’utilizzo delle informazioni per orientare le scelte cliniche e rendere più efficienti i processi di lavoro. Particolare attenzione è stata dedicata alle condizioni necessarie per portare una scoperta nella pratica quotidiana, attraverso prove scientifiche, controlli regolatori e integrazione nei servizi sanitari.
Un altro capitolo ha riguardato il rapporto tra innovazione e sostenibilità. La discussione ha posto l’accento sulla necessità di valutare gli investimenti non soltanto in base ai costi immediati, ma anche considerando i risultati di salute e la capacità di impiegare meglio le risorse. Tra le priorità sono state indicate le malattie oncologiche, cardiovascolari e neurodegenerative.
Terapie sempre più mirate
Le sessioni dedicate alle applicazioni cliniche hanno affrontato il possibile impiego degli ultrasuoni focalizzati, delle terapie con radioligandi e di altri approcci rivolti a patologie ancora difficili da trattare. Gli esperti hanno discusso sia dei risultati potenziali sia degli ostacoli da superare prima dell’adozione su larga scala.
La prospettiva emersa è quella di una collaborazione sempre più stretta tra strumenti diagnostici e terapie. Le tecnologie per osservare una malattia possono contribuire a individuare il trattamento più adatto, controllarne gli effetti e, in alcuni casi, partecipare direttamente all’azione terapeutica, mentre la responsabilità finale resta affidata al medico.
Continua a leggere
Pizzaballa: dopo il 7 ottobre la pace resta lontana
Il patriarca di Gerusalemme descrive una Terra Santa segnata dalla violenza e invita a ricostruire fiducia, relazioni e futuro comune.
Garlasco, il nodo dei dati Dna: il Ris temeva il contenzioso
Nuovi documenti ricostruiscono i dubbi del reparto scientifico sui materiali richiesti dalla difesa di Alberto Stasi, mentre a Pavia si preparano nuove audizioni
Cerno-Vannacci, la polemica esplode: interviene anche La Russa
Il direttore de Il Giornale accusa l’ex generale di ricorrere agli attacchi personali, mentre il presidente del Senato condanna i riferimenti alla sua vita privata.
Scuola, il nodo dei fondi: meno risorse contro la violenza
Il decreto trasferisce 4 milioni al contrasto del cyberbullismo, mentre il ministero parla di una diversa gestione delle risorse e il Pd prepara modifiche.