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Attualità 3 min di lettura1 ott

Diabete, la pillola di Lilly sorprende: meno eventi cardiovascolari

I risultati dello studio Achieve-4 mostrano per orforglipron efficacia sul controllo glicemico, calo ponderale e segnali favorevoli sulla salute del cuore.

Una compressa al giorno potrebbe ampliare le possibilità di cura per gli adulti con diabete di tipo 2 e sovrappeso o obesità. I dati completi dello studio Achieve-4, presentati a Milano durante il 62esimo Congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete, indicano per orforglipron un profilo cardiovascolare non inferiore a quello dell’insulina glargine, insieme a miglioramenti della glicemia e del peso.

Il farmaco, sviluppato da Lilly, è il primo agonista del recettore Glp-1 assunto per via orale nella gamma dell’azienda. I risultati della ricerca sono stati pubblicati nello stesso momento anche sulla rivista The Lancet.


Il cuore resta il dato più rilevante

Nel confronto con l’insulina glargine a dosaggio personalizzato, orforglipron ha ridotto del 16% il rischio combinato di morte cardiovascolare, infarto, ictus o ricovero per angina instabile. Il rapporto di rischio è stato pari a 0,84, con un intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0,59 e 1,20: il risultato ha rispettato i criteri fissati per dimostrare la non inferiorità del trattamento.

Per il parametro che comprende morte cardiovascolare, infarto e ictus, la riduzione osservata è stata del 23%, con un rapporto di rischio di 0,77. Le analisi previste dal protocollo hanno inoltre rilevato una diminuzione del 53% del rischio di morte cardiovascolare e del 57% di quello di morte per qualsiasi causa rispetto all’insulina glargine.

Secondo Gian Paolo Fadini, professore ordinario di Endocrinologia all’Università degli Studi di Padova e direttore dell’Unità di Malattie del metabolismo e Diabetologia dell’Azienda ospedale-università di Padova, nello studio la protezione cardiovascolare si è accompagnata a un controllo stabile della glicemia e a una riduzione del peso. L’esperto ha definito di particolare interesse la possibilità di assumere il medicinale una volta al giorno senza dover rispettare il digiuno o limitare i liquidi.


Glicemia, peso e reni: tutti i numeri

Dopo 52 settimane, nei partecipanti trattati con orforglipron la circonferenza della vita è diminuita di 7,0 centimetri e la pressione sistolica di 4,4 millimetri di mercurio. Sono scesi anche i trigliceridi, del 18,9%, il colesterolo non Hdl, del 6,6%, e la proteina C reattiva ad alta sensibilità, indicatore di infiammazione, del 38,9%.

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Il medicinale è stato associato anche a un rallentamento del peggioramento della funzione renale. La riduzione della velocità stimata di filtrazione glomerulare è risultata inferiore di 2,8 millilitri al minuto per 1,73 metri quadrati, mentre l’albuminuria è diminuita del 27,1% in più rispetto al gruppo trattato con insulina glargine.

Sul controllo glicemico, oltre la metà dei partecipanti ha raggiunto un valore di emoglobina glicata pari o inferiore al 6,5%. Thomas Seck, vicepresidente senior dello sviluppo prodotti di Lilly Cardiometabolic Health, ha sottolineato che i risultati del programma di fase 3 mostrano riduzioni durature dell’emoglobina glicata e del peso, con un profilo generale di sicurezza favorevole.


Come agisce e quali effetti dà

Orforglipron è una piccola molecola non peptidica che imita l’azione del peptide simile al glucagone-1. La molecola è stata scoperta da Chugai Pharmaceutical Co. Ltd. e concessa in licenza a Lilly nel 2018. Negli Stati Uniti ha già ottenuto l’autorizzazione per la gestione del peso negli adulti con obesità e in alcune persone in sovrappeso con problemi di salute legati al peso, insieme a una dieta ipocalorica e a una maggiore attività fisica.

Il suo impiego viene studiato anche per diabete di tipo 2, apnea ostruttiva del sonno, dolore al ginocchio causato dall’artrosi, ipertensione, arteriopatia periferica e incontinenza urinaria da sforzo. Lilly sta inoltre portando avanti lo studio di fase 3 Attain-Outcomes, dedicato agli esiti cardiovascolari in adulti con obesità o sovrappeso, con o senza diabete, e con malattie cardiovascolari o renali già diagnosticate.

Gli effetti indesiderati più frequenti registrati in Achieve-4 sono stati nausea, vomito, diarrea, riduzione dell’appetito e stitichezza. Nel periodo minimo di osservazione, fissato in 52 settimane, il 10,6% dei partecipanti ha interrotto la terapia a causa di eventi avversi.

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