Di Battista, la cura prima della politica: cosa è successo a Cuba
L’ex deputato racconta il tumore, l’intervento all’Avana, il rientro sanitario in Italia e le prossime terapie da affrontare.
La malattia ha cambiato le priorità di Alessandro Di Battista, che ora mette da parte i progetti politici per concentrarsi sulle cure. Ospite di Giovanni Floris a diMartedì, su La7, l’ex deputato del Movimento 5 Stelle ha spiegato che il malore avuto a Cuba alla fine di agosto era legato a un edema cerebrale provocato da un tumore.
Di Battista è già rientrato in Italia e, dopo il ricovero al policlinico Gemelli di Roma, ha raccontato di stare meglio. Il percorso terapeutico, tuttavia, non è concluso: «Dovrò iniziare presto le terapie, la priorità per me è curarmi».
La priorità adesso sono le terapie
Il tumore è stato individuato dopo gli accertamenti eseguiti in seguito al malore. Le prime cure hanno permesso di ridurre l’edema cerebrale, creando le condizioni per procedere con l’operazione all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana.
All’intervento ha preso parte anche una squadra di specialisti giunta dal Gemelli. Il trasferimento in Italia è stato organizzato soltanto quando lo stato di salute ha consentito il viaggio. Di Battista ha riferito che l’asportazione ha riguardato quasi interamente la massa e che, una volta tornato a casa, ha iniziato a recuperare gradualmente: «Ogni giorno mi riprendo degli spazi di libertà».
L’ex parlamentare ha respinto l’idea di raccontare la malattia come una sfida individuale da vincere con la sola forza di volontà. Ha invece indicato nei medici i protagonisti del percorso: «Quelli che non devono mollare sono i dottori».
Il caso del volo e le notizie smentite
Durante l’intervista, Di Battista ha anche ricostruito le polemiche nate mentre si trovava ricoverato all’Avana. Ha precisato di essere tornato in Italia «con un volo sanitario pagato dalla mia assicurazione» e ha negato che fosse mai stato preso in considerazione un trasferimento con un aereo di Stato.
L’ex deputato ha giudicato ingiuste le discussioni sul rientro e ha contestato ad alcuni giornali la diffusione di informazioni che considera false. Tra queste, ha citato la notizia di un coma, da lui esclusa, e i resoconti che lo avrebbero dato per morto più volte.
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Nel periodo trascorso a Cuba avrebbe ricevuto anche una telefonata da Giorgia Meloni. Secondo il suo racconto, la Presidente del Consiglio gli avrebbe manifestato vicinanza e consigliato di non lasciarsi condizionare dalle polemiche legate al volo. Di Battista ha espresso parole positive per l’atteggiamento avuto da Meloni e dal governo durante il ricovero.
L’operazione in un ospedale con poche risorse
Di Battista ha attribuito al neurochirurgo cubano il merito di avergli salvato la vita, sottolineando le difficoltà operative dell’ospedale in cui è stato curato. Ha descritto una struttura priva d’acqua e dotata, a suo giudizio, di strumenti paragonabili a quelli presenti in Italia circa trent’anni fa.
Secondo il suo racconto, anche i medici del Gemelli avrebbero riconosciuto la qualità dell’intervento. Le carenze, però, continuerebbero a pesare sull’attività quotidiana dei sanitari: il giorno prima dell’intervista, il neurochirurgo gli avrebbe scritto di non poter eseguire le sterilizzazioni per l’assenza di elettricità.
L’ex esponente del Movimento 5 Stelle ha collegato la situazione della popolazione cubana alle restrizioni statunitensi e ha criticato la politica di Donald Trump nei confronti dell’isola. La stessa posizione era stata espressa in precedenza in un messaggio pubblicato su Substack, corredato da una fotografia insieme ad alcuni dei medici che lo avevano assistito.
La candidatura resta una possibilità
Prima del ricovero, l’associazione Schierarsi aveva lavorato per arrivare a una scelta sulla sua eventuale partecipazione alle prossime elezioni. La diagnosi ha però spostato il tema in secondo piano: Di Battista non ha escluso in modo definitivo un futuro ritorno alle urne, ma ha chiarito che non rappresenta la priorità del momento.
L’intenzione è continuare a far crescere l’associazione e lasciare aperte le opzioni per le prossime tornate elettorali. Nell’immediato, invece, il programma è dedicato alle cure, al recupero e a uno stile di vita il più possibile sano.
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